9 Luglio 2020

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Western Rodeo

Non vi è dubbio alcuno su quale delle due Conference sia più avvincente, e c’è da scommettere che le otto protagoniste daranno vita a una lotta feroce per accaparrarsi il posto al sole delle Finals 2014. Il livello medio ad ovest è a dir poco sconcertante, con almeno la metà delle squadre impegnate da ritenersi a ragion veduta aspiranti al titolo. A conquistare la pole sono stati i San Antonio Spurs, al culmine di una stagione esaltante con l’unica macchia del doppio 0-4 subito da Rockets e Thunder, possibili avversarie di secondo e terzo turno. Subito dietro di loro è bagarre vera e propria, certificata dal distacco esiguo tra seconda e sesta della griglia e dal fatto che le prime escluse (Phoenix e Minnesota) sono team di grande caratura. L’impressione è che di questi playoff della Western qualcuno se ne ricorderà. Entriamo nel merito:

 

San Antonio Spurs (1) vs Dallas Mavericks (8)

4-0 in stagione

 

I soliti sospetti. Sono ormai quattro anni buoni che tutti pronosticano un’imminente fine del viaggio per gli Spurs dell’era Duncan e Popovich, il problema è che i nero-argento proprio non ne vogliono sapere di abdicare e dominano la stagione regolare in scioltezza, riuscendo anche a centellinare l’impiego dei “Big Three” Duncan, Parker e Ginobili (nessuno di loro raggiunge i 30 minuti d’impiego a partita) grazie alle prestazioni di comprimari una volta di più all’altezza, a testimonianza della bontà del progetto tecnico. Ad attenderli quei Dallas Mavericks insieme ai quali han dato vita a scontri di inaudita intensità nel decennio scorso. Capitanati dal vulcanico presidente Mark Cuban, capace di affiancare il sempreverde Dirk Nowitzki con una spalla di tutto rilievo come Monta Ellis, giocatore potenzialmente dominante ma parecchio discontinuo, quasi persosi l’anno scorso, ha vissuto un’ottima stagione regolare terminata con l’approdo alla postseason.

Trattasi di un rovente derby texano, con la bilancia che questa volta pende notevolmente dalla parte di San Antonio, motivo in più per i Mavericks di “metterla sul fisico” nel tentativo di far crollare il terreno sotto ai piedi degli odiati vicini di casa. I motivi di interesse sono legati soprattutto ai singoli accoppiamenti Parker-Ellis e Duncan-Nowitzki. Sarà uno spettacolo, ma l’esito appare scontato: Spurs avanti in 4 o 5 gare.

 

Houston Rockets (4) vs Portland Trail Blazers (5)

3-1 in stagione

 

Ecco una serie che farà divertire: due compagini giovani, atletiche e ben allenati da due coach che predicano un basket ad alto punteggio e numero di possessi. I Rockets vi giungono con i favori del pronostico e con un James Harden scintillante, una vera e propria macchina da punti capace anche di mandare a canestro i compagni nonché attivo a rimbalzo. Dopo un anno di rodaggio, i Rockets si presentavano allo start della stagione con grosse pretese, ribadite dall’acquisto di uno dei migliori centri della lega, Dwight Howard. Dopo tanto penare sembrano aver trovato una certa solidità difensiva, forse l’aspetto che finirà per risolvere la contesa dato che Portland è squadra ancora alla ricerca di un’identità nella propria metà campo. Il talento della formazione dell’Oregon è comunque tutto lì da vedere, incarnato nelle figure di Damian Lillard e LaMarcus Aldridge, quest’ultimo alla sua miglior stagion in carriera, non a caso in concomitanza con la presenza di un vero pivot al suo fianco come Robin Lopez, che in una certa misura lo libera da consegne in marcatura.

Il cavallo su cui puntare è Houston, ma stiamo parlando di due team che tanto marciano sulla vena delle loro bocche da fuoco nel tiro da fuori, il che significa che un paio di serate con le mani fredde, per l’una o per l’altra, possono far girare la ruota. Attenzione anche alla lucidità dimostrata da Portland nelle partite punto a punto in questa stagione, dote che conta e non poco a livello di playoff. Resto su Houston, ma di un soffio: 4-3.

 

Los Angeles Clippers (3) vs Golden State Warriors (6)

2-2 in stagione

 

Senza troppi giri di parole, la serie più attesa. Il derby californiano ci offre una serie spettacolare di duelli tra giocatori che hanno fatto e che faranno la storia della lega. Un su tutti: Chris Paul contro Stephen Curry. Il massimo che può mostrare il genere umano in quanto a playmaker, sono due fenomeni simili nel carattere, entrambi taciturni, al limite dello scontroso, quanto diversi nella caratteristiche: “CP3” ha talmente l’assist nel DNA che una volta espulso dall’utero materno probabilmente si è passato da solo alle mani della genitrice, mettendo a segno il primo di una infinità. Ha un buon tiro, non eccelso ma affidabile, ed è disposto di una clamorosa capacità di tenere l’equilibrio sui contatti e concludere nel traffico, a dispetto dell’altezza sotto la media. “Step” Curry è un fenomeno del ball-handling e del tiro da fuori, sontuoso nella sua esecuzione. Ha qualche difficoltà quando viene mandato dentro dalle difese in quanto proprietario di un fisico esile, ma compensa col gran temperamento e con dei polpastrelli sublimi. Gli occhi saranno quasi tutti per loro ma è probabile che i loro fatturati saranno simili a fine serie, quasi eliminandosi l’un l’altro; così sarà il contributo dei compagni a risultare decisivo, e Los Angeles sembra avere qualcosa in più, a partire dall’altro All-Star della squadra, il miglioratissimo Blake Griffin.

Clippers alla settima?

 

Oklahoma City Thunder (2) vs Memphis Grizzlies (7)

3-1 in stagione

 

Se ne facciamo un discorso di talento questa serie nemmeno inizia. I Thunder hanno il miglior giocatore della lega (Durant), il migliore stoppatore (Ibaka) e il playmaker più immarcabile degli ultimi 10 anni (Westbrook), anche se un po’ scavezzacollo. Dall’altra parte troviamo un sistema imperniato su due lunghi che a vederli non sembrerebbero valere un soldo bucato perché leggermente in sovrappeso. Tutti gli appassionati possono però apprezzare come ogni cosa che fanno Marc Gasol e Zach Randolph su un campo da basket denoti una sublime conoscenza del gioco. Sono forti in tutti gli aspetti, inutile stare qui ad elencarli. Memphis è la classica squadra formata da quelli che hanno sgobbato una vita perché scartati da piccoli, sopravvissuta a un cambio d’allenatore e a un pentito stravolgimento strategico colpevole di una partenza lenta. I Grizzlies possono giocare un solo tipo di pallacanestro: aiuto reciproco e costante in difesa, senza mai calare d’intensità; palla ai lunghi in post in attacco, come si faceva ai vecchi tempi.

Oklahoma sa di essere più forte ma deve dimostrare di possedere grande forza mentale e preparazione alla sofferenza, come giusto che sia quando affronti avversari che ti sottopongono alle dodici fatiche di Ercole. Le percentuali non saranno quelle abituali, diventa così fondamentale controllare i tabelloni e trovare punti da protagonisti inattesi. Altra ipotesi e che quell’alieno col 35 ne vince quattro mettendosi in proprio, ma le sue prodezze da sole non possono bastare ad abbattere lo spirito degli “orsi”. Serie spigolosa e Thunder avanti coi cerotti, ma avanti.ker e Ginobililare in scioltezza, riuuscendo roprio non ne vogliono sapere di abdicare e per

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