12 Giugno 2021

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cronaca

Webmaster in erba, a Napoli sbarca CoderDojo

Parte anche a Napoli Coderdojo: il progetto nel quale si insegna gratuitamente ai bambini a programmare il proprio videogioco, una app, un software e a sviluppare un sito web.

A promuovere l’iniziativa nella città partenopea l’imprenditore napoletano Giovanni Lombardi. Il progetto è nato in Irlanda nel 2011 ed ha dato vita ad un movimento mondiale oggi presente in più di 200 città al mondo.

Programmare il proprio videogioco, l’app del proprio cellulare o sviluppare un sito internet nel Salone delle Feste di uno dei più belli appartamenti napoletani della Riviera di Chiaia: è quanto accade ai bambini dai 4 ai 17 anni che gratuitamente ogni due settimane partecipano a CoderDojo (www.coderdojonapoli.it), il progetto nato in Irlanda nel 2011 che ha dato vita ad un movimento mondiale oggi presente in più di 200 città al mondo.

Promotore di CoderDojo a Napoli è l’imprenditore napoletano Giovanni Lombardi, che sabato 8 febbraio ha aperto il ciclo di incontri negli splendidi locali della Riviera di Chiaia di Palazzo Ischitella, dimora dell’ex Ministro della guerra all’epoca di Ferdinando II di Borbone,  dove hanno sede i suoi uffici.

“L’obiettivo del progetto – dichiara Giovanni Lombardi – è quello di insegnare ai bambini a programmare, sviluppando la creatività e vedendo realizzata la propria idea, così da imparare ad usare la macchina non solo per giocare ai videogiochi, ma per crearli. Inoltre, stando insieme, i partecipanti si abituano a lavorare in gruppo. I ragazzi possono vedere quello che fanno gli altri team, così da confrontarsi e condividere le esperienze. Ognuno mostra il proprio lavoro e condivide le idee con gli altri.”

L’iniziativa è totalmente gratuita, infatti,  il CoderDojo si affida a livello globale al volontariato totale dei Mentor. Per essere Mentor basta aver voglia di stare con i bambini. Tutti possono dare una mano: da chi realizza siti web a chi è esperto di informatica a chi gestisce la parte amministrativa.

“Quello- continua Giovanni Lombardi- che si chiedono molti genitori è: “Non farà male tutto questo computer?” La risposta è “No”.  I bambini non sono più dei fruitori passivi, ma diventano protagonisti del videogioco, lo creano. Sono in grado di mettere in gioco la creatività, darsi un obiettivo e vederlo realizzato, divertendosi. Sviluppano abilità e risorse. Lavorano in gruppo e hanno un obiettivo comune.

CoderDojo sta diventando piano piano un’esperienza “virale” nella quale pedagogia e informatica si sposano a meraviglia  tanto che stanno nascendo tanti CoderDojo in tutte le città italiane. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare i bambini al computer con un approccio attivo, creando per i ragazzi eventi che li possano avvicinare all’informatica e alla robotica.”

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