20 ottobre 2018

SULPEZZO.it
teatro

Trentatram Festival, Il programma della seconda settimana

Festival per compagnie Under 30

Direzione artistica  Mirko Di Martino

Presentazione

Il Festival “TrentaTram” nasce per promuovere le giovani compagnie che si distinguono per l’originalità e la cura delle loro proposte. Dal 10 al 27 maggio 2018 il teatro TRAM ospiterà 11 spettacoli (selezionati sul territorio nazionale con bando pubblico ) portati in scena da attori e registi rigorosamente under 30. Ma, per sostenere la nuova drammaturgia, anche i testi degli spettacoli saranno tutti originali e scritti da giovani autori.

Il direttore artistico del TRAM, Mirko Di Martino, dichiara: “Il teatro del futuro è nelle mani delle giovani compagnie teatrali: l’innovazione, il gioco un po’ folle, la sperimetazione, appartengono inanzitutto agli attori, ai registi e agli autori che oggi hanno meno di trent’anni. Tuttavia, non è facile per loro trovare spazio nel ristretto e asfittico mondo del teatro italiano. Abbiamo ideato il Festival TrentaTram per rimediare a questa carenza gravissima: cercheremo di dare visibilità ai giovani, di sostenerli e incoraggiarli nel loro percorso di crescita”.

A valutare gli spettacoli in concorso ci saranno due giurie, una composta da esperti del settore e l’altra da spettatori: la compagnia vincitrice potrà portare in scena il proprio spettacolo nella stagione 2018/19 del TRAM. Ci saranno, inoltre, premi e riconoscimenti per le diverse categorie artistiche. I biglietti per il Festival potranno essere acquistati a prezzi molto contenuti; solo 10 euro, con la possibilità di acquistare on line a 8 euro e risparmiare ulteriormente con le diverse Card.

cell.  342 1785 930

tel.  081 1875 2126

email  tram.biglietteria@teatrotram.it

www.teatrotram.it

Costo Biglietti:

intero € 10,00    on line € 8,00

 Card

3 spettacoli a scelta: € 25,00    –    11 spettacoli € 45,00

segreteria  Assia Iaquinto

responsabile tecnico  Angela Grimaldi

ufficio stampa  Hermes Communication

media partner Eroica Fenice

media partner Quarta Parete

 PROGRAMMA SECONDA SETTIMANA

17 maggio: FORTUNA di Alessandro Sesti

18 maggio: 3SOME di Tommaso Fermariello

19 maggio: L’IMBROGLIETTO di Niccolò Matcovich

20 maggio: DESTINAZIONE NOTA di Noemi Giulia Fabiano

17 maggio 2018, ore 21.00

FORTUNA

drammaturgia e regia Alessandro Sesti

con Alessandro Sesti e Nicola “Puscibaua” Papapietro

musiche originali Nicola “Puscibaua” Papapietro

compagnia SMG

Un recente fatto di cronaca, ancora sulla penna di molti giornalisti, ha attirato la nostra attenzione circa un anno fa. Si parla dell’omicidio di Fortuna Loffredo, avvenuto a Caivano. C’è un particolare che attira la nostra attenzione: il fatto è avvenuto nel 2014 e in due anni nessuno ha mai parlato di questo terribile avvenimento. Abbiamo poi avuto la fortuna di poter conoscere persone di quelle zone, che ci hanno raccontato storie dello spaccato del Napoletano. E’ stato in quel momento che si è creato il paradosso, un ossimoro emotivo che ha dato la vita al nostro spettacolo. Una terra fatta di usanze, sole, calore, ma anche di silenzio, omertà e mafia. Una terra capace di trasformare il “Parco Verde” di Caivano nel “Parco degli orchi”. Da qui l’origine del nostro lavoro.

“Fortuna” racconta l’arrivo di un ragazzo che per motivi di lavoro si trasferisce in uno di quei fatiscienti palazzi di Caivano, proprio al Parco Verde e vive la conflittualità del luogo. Circondato dalla meraviglia del folclore napoletano, viene pian piano a conoscenza di questi meccanismi di quotidiana falsità e di questa spirale di omertà che lo porterà a diventare ciò che più odia in vita. Un omertoso spaventato dalla mafia. Sarà lì, di fronte allo shock per la perdita della sua piccola amica che deciderà di gridare contro il muro di omertà costruito dagli abitanti, rischiando di perdere tutto, anche la vita, ma farlo tornando ad essere onesto, finalmente anche con se stesso.

Lo spettacolo è sostenuto da LIBERA UMBRIA. Oltre al tema dell’omertà sollevato dallo spettacolo e ritenuto meritevole di appoggio da tale associazione, la recente cronaca ha rafforzato il legame; infatti il Gip Alfonso Barbarano, presidente della quinta corte d’Assise che sta seguendo il processo, è stato minacciato da ignoti ricevendo due pallottole via posta con la dicitura “queste sono per te e gli altri”, ed il cantante partenopeo Giancarlo Tommasone ha denunciato di esser stato minacciato di morte, sotto casa sua, dopo aver pubblicato in rete una canzone dedicata alla piccola Fortuna.

18 maggio 2018, ore 21.00

3SOME

di Tommaso Fermariello

con Gianluca Bozzale, Tommaso Fermariello, Sofia Pauly

regia Martina Testa

compagnia La Petite Mort Teatro

Il binomio amore – morte porta con sé un’epicità unica, la testa subito si riempie di immagini eroiche, drammatiche, un masso in caduta che inevitabilmente finirà per schiantarsi. Ma se in questo binomio si inserisce la Malattia? Se i protagonisti sono due semplici ragazzi innamorati, maldestri e avventati come tutti gli amanti? Se una comunissima storia d’amore si trasforma in un menage à trois con il cancro? Ad ammalarsi di cancro è Diego, uno youtuber narciso e sicuro di sé. Il suo ragazzo Pier, sensibile e con un romanticismo d’altri tempi, dovrà trovare il modo di stargli accanto. Proprio quando la Malattia compare nelle loro vite, una ragazza bella, magra, cinica si insinua nel loro rapporto.

Note di regia

Quando lessi per la prima volta 3SOME, a colpirmi maggiormente fu l’idea di dare un corpo alla Malattia. Darle un corpo significa smitizzarla, renderla più umana e perciò più leggibile, più vicina a noi. La Malattia spaventa perché è astratta, immateriale. Ma cosa succede quando essa si manifesta concretamente nella vita di una persona? Quando questa persona si sveglia e se la trova davanti e ci può parlare, litigare, sfogarsi? Al centro del nostro lavoro è stato lo svilupparsi delle relazioni che nascono o si modificano sotto l’influenza della Malattia. Perchéquest’ultima tocca non solo i malati ma anche chi gli sta intorno, chi li ama. Così tra Diego, Pier e la Malattia nasce un triangolo relazionale, a volte d’amore, a volte di crisi. Cosa succede all’amore quando incontra la malattia, di questo vogliamo parlare. Della malattia che, come la morte, non lascia scampo, ma che a differenza di essa non è mai nobile né gloriosa. È sporca, porta con sé odori di medicine e ospedali, imbruttisce i corpi, allontana chi amiamo. Una quotidianità spezzata eppure impossibile da rovesciare.

19 maggio 2018, ore 21.00

L’IMBROGLIETTO

Spudorato omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt

scritto e diretto da Niccolò Matcovich

con Livia Antonelli, Valerio Puppo, un MacBook Pro

compagnia Habitas

Ispirati dal genio di Karl Valentin e Liesl Karlstadt, Karl e Stadt prendono vita come due “buffi” con sembianze di clown. Il loro obiettivo? Entrare a Teatro, chi per vedere uno spettacolo, chi per mangiarsi una poltrona. Ma per farlo bisogna superare un grande ostacolo: la bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook.

L’imbroglietto è un divertissement che strizza l’occhio al Kabarett del primo ‘900 e guarda oltre: reinventa una lingua, crea una precisa partitura di movimenti e azioni, parte da uno sketch iniziale per dar vita al fantasmagorico turbinio di variazioni. Viaggerete dunque all’indietro, poi a velocità supersonica; ascolterete canzoni tedesche del secondo dopoguerra per poi catapultarvi in un giappone rivisitato che strizza l’occhio al Teatro Kabuki; da qui, una capriola nei secoli passati, al Medioevo monicelliano dell’armata Brancaleone per poi, con un triplo salto mortale, volare nell’iperspazio di Star wars a suon di duelli con le spade laser. Alla fine di tutto, traccerete una linea del tempo, che dalle amebe del protozoico vi porterà fino all’ultimo tassello dell’evoluzione: il clown. Passando prima per i dinosauri, le scimmie e l’homo sapiens. Riuscirete a chiudere il cerchio consigliando alla malefica bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook altre variazioni possibili? Noi siamo pronti a leggerle e lavorarle per le repliche future!

Karl e Stadt rappresentano la coppia, archetipo teatrale, ma allo stesso tempo rispecchiano l’animo “tingeltangeliano” di Karl Valentin e la compagna Liesl Karlstadt, in un gioco semplice e dialettico dai toni surreali. In questo ci atteniamo fedelmente alla dedica testuale e i due attori saranno un ragazzo e una ragazza, il cui sesso è tuttavia celato, ibrido, a rimarcare il rapporto surreale e l’indefinitezza dell’animo umano. La bigliettaia, terzo personaggio del testo, è invece affidata ad una macchina, un computer da cui “emaneranno” le battute, simbolo della disumanizzazione e macchinosità del marchingegno istituzionale, amministrativo e burocratico. Non c’è dialogo con il robot, ma la possibilità della beffa, a due ceffi così, non la toglie nessuno.

20 maggio 2018, ore 18.00

DESTINAZIONE NOTA

scritto e diretto da Noemi Giulia Fabiano

coreografie Giulia Visone

compagnia GiuliArt

Pronti ad affrontare un viaggio inatteso alla scoperta della musica? Tranquilli, nessun bagaglio da preparare: basta uno smartphone, una connessione 4G ed il gioco è fatto. Laura, liceale arguta e piena di energia vi accompagnerà in un bizzarro viaggio nel tempo in seguito al download di un’ equivoca applicazione! Dopo essersi ritrovata nel bel mezzo di un’esibizione di Bessie Smith, Laura tenterà di tornare nel 2018 dribblando situazioni incresciose, scambi di persone e infrangendo cuori al suo passaggio. Il suo smartphone la condurrà negli anni ‘50, sotto un juke box, piombando al centro di un acceso dibattito sull’importanza del due pezzi in spiaggia e, ancora, nel 1980 tra le musicassette di Cindy Lauper nel pieno di una festicciola casalinga dove, al centro della pista da ballo, ci sono genitori pre adolescenti intenti in corteggiamenti alle prime armi. L’ultima tappa, la più importante del viaggio, non la sveliamo, non è ancora nota (in questo modo, se non dovesse piacervi, potremmo provare a cambiarla in corso.. d’opera!).

Destinazione Nota è uno spettacolo corale che fonde i linguaggi artistici del teatro, della danza e del mimo. L’idea progettuale nasce nel 2016, in seguito ad un lavoro di ricerca laboratoriale svolto dai giovani performer della compagnia stabile della GiuliArt, diretti da Noemi Giulia Fabiano.

Note di regia

Anni fa lessi “Alta fedeltà” di Nick Hornby, un romanzo del 1995 dove dischi, vinili e riviste (cartacee!) di musica erano oggetti materiali, vivi, espressione tangibile della cultura personale e sociale. Oggi è molto difficile “toccare” i prodotti musicali perché ascoltiamo musica mainstream, online, possiamo farlo quasi sempre, gratis, immediatamente e questo ha condizionato il nostro consumo, la nostra cultura musicale e i nostri gusti nell’arco di pochi anni. Ciò ha modificato un paio di cosette della società. Mi sono chiesta come vivessero la musica gli adolescenti nel 1980, nel 1950 e nel 1920. Insieme ci siamo interrogati sulla funzione della musica in rapporto allo stare insieme e alla condivisione dell’ hic et nunc. Ecco quindi Destinazione Nota, uno spettacolo adolescente che riflette su questi temi: adolescenti e relazioni, cuffie e smartphone, juke box e musica live, eventi e silent party. In scena ci sono giovani attori/danzatori e allievi attori. Il linguaggio è ironico, ma non è pretenzioso, non ha filtri, non è autoreferenziale, ma è semplice, diretto, energico e restituisce uno scenario del presente e del futuro che parla proprio agli spettatori.

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