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Tetro San Carlo: occorrono scelte nette

“Il più antico teatro d’opera al mondo è rimasto impantanato nelle secche di una politica incapace di amministrare con coscienza la cosa pubblica”. Lo afferma Angela Cortese, segretario della commissione regionale Cultura, che prosegue: “Al veto irresponsabile di de Magistris, il presidente Caldoro aveva risposto sottolineando come l’adesione al decreto Valore-Cultura fosse ‘obbligatoria’. Eppure – osserva la consigliera democratica – oggi il governatore della Campania tende la mano al sindaco in nome di una pacificazione che spiana la strada a complicità inaccettabili. Al contrario – prosegue Cortese -, abbiamo bisogno di posizioni nette, che consentano finalmente un cambio di direzione: dall’emergenza alla programmazione; dal salvataggio al risanamento. Quello che, in sostanza, il decreto prospetta. In queste condizioni, invece, il commissariamento non è un rischio ma una certezza. La posta in gioco – conclude Angela Cortese – è troppo alta per permettersi il lusso di perpetuare il minuetto di una sintonia istituzionale che rischia di farci diventare ostaggi del ribellismo cieco del sindaco di Napoli. È necessario, dunque, che ciascuno assuma in pieno il peso e la responsabilità del proprio mandato politico e istituzionale. È il momento, insomma, di fare delle scelte. Per evitare che a pagare il prezzo di un improduttivo patto di non belligeranza tra i nostri palazzi siano il teatro, i suoi lavoratori e la città”.

Per Nello Formisano, segretario regionale di Centro Democratico (CD) si tratta di “Un ulteriore e reiterato comportamento ‘autistico’ da parte del Comune di Napoli sulla vicenda San Carlo provocherebbe una grave mortificazione nei confronti dei napoletani  e dei campani tutti, che si vedrebbero ancora una volta penalizzati sul piano culturale con un’indicibile precarieta’ del Massimo partenopeo, il piu’ antico teatro italiano. Da domani mattina – ha aggiunto -, il gruppo dirigente di Cd Napoli, insieme ai
consiglieri comunali, avviera’ una raccolta di firme tra i cittadini affinche’ si ponga fine, ciascuno per la parte di competenza, a questo ulteriore scempio delle piu’ antiche e nobili tradizioni napoletane”.

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