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“Sicuramente sto vivendo una nuova fase musicale” – Intervista a Max Deste

Ciao, grazie per essere qui con noi. Cominciamo subito con qualche curiosità. Come nasce la passione per la musica per Max Deste? Da cosa è scaturita?

Forse l’ascolto già da piccolo di un artista come Battisti. Mi ricordo ancora quando i miei genitori mettevano le cassette nel registratore dell’auto e qualche istante dopo davanti ai miei occhi non c’era più la strada, ma un mondo fantastico. È scaturita credo dalla voglie di cantare le cose che scrivevo. Ricordo ancora la mia prima canzone, s’intitolava “Delirio nello spazio” …

Possiamo dire che sei un artista a tutto tondo. Nella musica, qual è influenza maggiore?

È sempre difficile scegliere una sola influenza, dato che ne ho avute molte. In sintesi, direi che prima dell’adolescenza il cantautorato italiano e la new wave. Dai tredici anni i Pink Floyd e tutto il rock anni settanta, e poi con la maggiore età il grunge e il rock alternativo, infine, dal nuovo millennio, ho riscoperto Nick Drake, Tom Waits, Jeff Buckley, Bob Dylan, Neil Young, Nick Cave e altri simili. Aggiungo che ho sempre adorato la musica classica, il blues, il country, il jazz e il flamenco. Ecco, dunque non so scegliere…

È uscito il tuo nuovo album ‘Omaggio al poeta’. Cosa ha lo ha ispirato? Cosa vuoi trasmettere agli ascoltatori, qual è il messaggio principale dell’opera?

Sicuramente sto vivendo una nuova fase musicale, più essenziale, minimalista, intimista, poetica. Sentivo da una parte il bisogno di un maggiore raccoglimento, e dall’altra di fare uscire ancora di più la parte emozionale. Significativo, poi, è che i testi di questo album e poi le musiche seguono la scrittura del romanzo in versi “Lasciare andare”, che uscirà nel mese di marzo 2024. Forse anche per questo motivo che la parte testuale è dominante e la musica quasi un sottofondo.

Cosa puoi dirci di intelligenza artificiale ed eventi di singolarità nei quali le macchine prendono potere sull’uomo?

Mi occupo di questo tema esattamente da oltre quindici anni. I primi due romanzi (Show surprise e Segui il tuo respiro) e numerose canzoni prefigurano scenari piuttosto distopici. Stiamo certamente vivendo un cambiamento radicale, e in questo cambiamento le tecnologie stanno recitando un ruolo molto grande, non sempre chiaro e controllabile. Dunque, c’è un po’ d’inquietudine, e da artista, anche tanta curiosità. Infatti, per capire al meglio le ripercussioni, gli ultimi due videoclip li ho realizzati proprio sfruttando l’AI. Per il momento sono ancora uno strumento, il rischio è però quello che diventino un fine. Credo che starà a noi adattarci e trovare un equilibrio, se non vogliamo diventare esseri artificiali…

Perché il poeta è l’ultimo baluardo contro il mondo tecnologico?

Pensiamo alla macchina come qualcosa di freddo, razionale, insensibile, incapace di provare emozioni. Per il momento la figura del poeta, così bistrattata e messa ai margini del mainstream, è l’unica che artisticamente non cede alle scorciatoie artificiali, ma si fida solo del suo intuito, della sua capacità di meravigliarsi. Quando non ci saranno più persone simili, ciò significherà che saremo diventati tutti delle macchine, o comunque meno umani…

Siamo ai saluti, grazie per essere stato con noi. Quali sono i progetti per il prossimo futuro?

Marzo 2024, “Lasciare andare, romanzo in versi”, la storia di un giovane che soffre di solitudine e che diventerà adulto grazie alla scrittura di un diario poetico, in tutte le librerie. Sul piano musicale, sto lavorando al nuovo materiale. Mi piace sperimentare la forma della canzone (così come quella del romanzo), dunque un nuovo cambio per il momento radicale.

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