Il varo di una serie di misure che tendono a migliorare la condizione economica di circa dieci milioni di italiani è una novità certo rassicurante per un Paese che non riesce, a differenza dei suoi alleati europei, a uscire dalla crisi. Senza una scossa il governo Renzi avrebbe avuto una durata più breve rispetto all’esecutivo guidato da Letta. Il Paese non poteva più aspettare. Il taglio dell’Irpef pari a dieci miliardi a beneficio di chi percepisce 1.500 euro netti al mese, il taglio del dieci per cento dell’Ires e del costo dell’energia alle imprese, e il piano per l’edilizia scolastica, dovrebbero rimettere in moto, salvo sorprese, l’economia italiana. Il vero enigma è: riuscirà Renzi a trovare le risorse per varare un piano economico che lui stesso ha definito storico?
La scelta di Carlo Cottarelli, a capo di una specifica commissione per la spending review, è rassicurante. Il vasto mare magnum della spesa pubblica, infatti, è il principale ambito da cui possono essere recuperati miliardi di euro. Intollerabile, invece, lo scetticismo di Forza Italia della Lega e di Fratelli d’Italia, che oltretutto per anni hanno sbandierato lo slogan del taglio delle tasse senza mai avere un risultato significativo.
Il governo Renzi è certo più forte di prima, più forte nel Paese e in parlamento. La riduzione della spesa, riducendo le tesse al lavoro dipendente e aumentandole alle rendite, non è una ricetta nuova, ricorda molto le linee economiche del secondo governo Prodi. Infatti gli effetti registrati dopo la proposta consolidano la sua maggioranza e raccolgono diversi consensi sia nella sinistra del Pd che in SEL.
La strategia di richiedere di volta in volta una maggioranza diversa in base al provvedimento presentato può essere quella giusta. Ciò allungherà la durata del governo, e lo renderà più forte rispetto all’opposizione dei gruppi parlamentari pentastellati.
L’avvio della fase riformatrice aumenta dunque le aspettative dei cittadini italiani rispetto a una classe dirigente politica che sembrava fino a ieri perdere consenso giorno dopo giorno. Dopo i proclami si attendono con grande attesa i risultati.
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