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Risultati inaspettati in Sardegna la poltrona di Presidente va al movimento 5 stelle è la Todde che porta il 45% dei consensi a casa

L’ultimo aggiornamento della regione Sardegna sullo spoglio dei voti di 1.824 sezioni su 1.844 vede Alessandra Todde prevalere con 331.007 voti, pari al 45.4%, su Paolo Truzzu, che ha ottenuto 328.241 preferenze, pari al 45%

Chi ha vinto le elezioni in Sardegna la destra o la sinistra?
Alessandra Todde, da vincitrice delle elezioni in Sardegna con la coalizione di centrosinistra, e Paolo Truzzu, candidato sconfitto del centrodestra, terranno ognuno una conferenza stampa stamattina a Cagliari, dopo il testa a testa conclusosi solo a tarda notte con un distacco minimo a favore dell’esponente M5S.

Alessandra Todde è stata eletta presidente della Sardegna alle elezioni regionali che si sono tenute domenica 25 febbraio: era la candidata del centrosinistra, sostenuta da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e da diverse altre liste più piccole e locali perlopiù collocabili nell’area del centrosinistra. Ha ottenuto poche migliaia di voti in più di Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari sostenuto dalla coalizione di destra. Todde sarà la prima donna a diventare presidente della Sardegna e la prima esponente del Movimento 5 Stelle alla presidenza di una regione.

Todde ha 55 anni, è deputata ed è un’importante dirigente del Movimento 5 Stelle, di cui è stata vicepresidente dall’ottobre del 2021 fino a dicembre dell’anno scorso, cioè poco prima che iniziasse la campagna elettorale. È entrata per la prima volta in parlamento, alla Camera, dopo le elezioni politiche del 2022, ma prima aveva già avuto incarichi in due governi: era stata sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico nel secondo governo di Giuseppe Conte, quello sostenuto da M5S e PD, dal 2019 al 2021, e poi viceministra sempre allo Sviluppo economico nel governo di Mario Draghi, fino a ottobre del 2022.

È originaria di Nuoro, città nella zona centrorientale della Sardegna. Ha una laurea in ingegneria informatica e per diversi anni ha lavorato come imprenditrice e manager, sia in Italia che all’estero. Il suo ultimo incarico dirigenziale prima della politica era stato quello di amministratrice delegata dell’azienda Olidata, nel settore dell’informatica: si era dimessa nel 2019 per candidarsi con il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee, senza però riuscire a essere eletta.

L’annuncio di Todde come candidata unitaria di PD e M5S alle regionali era arrivato a novembre dell’anno scorso, dopo che per alcuni mesi il centrosinistra aveva discusso la possibilità di tenere le primarie: era quello che chiedeva soprattutto Renato Soru, noto imprenditore e presidente della Sardegna dal 2004 al 2009 con una lunga militanza nel PD. Alla fine PD e M5S avevano deciso di sostenere Todde senza primarie e Soru si era candidato come indipendente, sostenuto dai centristi di Azione e Italia Viva, da +Europa e diverse altre liste locali.

In campagna elettorale, soprattutto nelle ultime settimane, Todde aveva puntato molto sulla retorica del cosiddetto “voto utile” per porsi come unica candidata credibile dell’area di sinistra: sosteneva cioè che per un elettore di centrosinistra votare Soru sarebbe stato inutile perché quest’ultimo non avrebbe avuto possibilità di vittoria, e che avrebbe invece favorito Truzzu.

La vittoria di Todde in Sardegna è importante anche a livello nazionale perché è la prima del cosiddetto “campo largo” – come viene chiamata l’alleanza tra PD e M5S – da quando Elly Schlein è la segretaria del PD: Schlein ha sempre sostenuto la necessità di questa alleanza per poter competere con la coalizione di destra, che non perdeva un’elezione regionale dal 2020. È anche la prima volta dal 2015 che il centrosinistra riesce a vincere in una regione governata dalla destra (l’ultimo era stato Vincenzo De Luca del PD in Campania).https://www.fanpage.it/live/elezioni-sardegna-2024-vince-alessandra-todde-esultano-le-opposizioni-meloni-contestata-dal-centrodestra.

“Il centrosinistra più si unisce, più vince, non c’è niente fare. Ha vinto anche scontando una diaspora, che ha avuto meno successo del previsto, ma c’era”. Lo ha detto Romano Prodi, commentando il voto in Sardegna in un’intervista a La Stampa. Secondo l’ex presidente del Consiglio, Meloni ha “subito una doppia sconfitta: ha imposto un candidato e quel candidato si è rivelato sbagliato. E ora dovrà gestire l’impaccio di una sconfitta nella quale un alleato come la Lega è stato costretto a diverse ritirate”. Prodi ha scherzato: “Arroganza più umiliazione mettono a rischio la coalizione”.Todde: “Calenda ora dice di parlare con Conte? Meglio tardi che mai”
A margine della conferenza stampa dopo la vittoria,  la nuova presidente della Sardegna Alessandra Todde ha commentato le dichiarazioni di Carlo Calenda:”Dice che non ha senso correre da soli alle Regionali e che si deve parlare con Conte? Meglio tardi che mai, forse ora lo ha capito visto gli ultimi risultati. Ho trovato bizzarro che Calenda abbia deciso di non sostenermi visto che per anni mi ha elogiato parlando di competenza e professionalità. Ognuno fa le sue scelte, ma se ne assume anche le responsabilità”. La Meloni si dice collaborativa nei confronti della neoeletta. Un risultato molto bello per una Regione che si è sempre confermata con tendenze di destra, con un risultato inaspettato è la Todde ha portare a casa la presidenza.

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