17 Ottobre 2019

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Reddito delle famiglie, in Campania migliora rispetto al Sud ma è ancora ultima

Secondo i dati pubblicat dall’Istat il 3 febbraio nel 2012 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti diminuisce, rispetto all’anno precedente, in tutte le regioni italiane. Nel confonto con la media nazionale (-1,9%), il Mezzogiorno segna la flessione più contenuta (-1,6%), seguito dal Nord-est (-1,8%), Nord-ovest e Centro (-2%). Le regioni con le riduzioni più marcate sono Valle d’Aosta e Liguria (-2,8% in entrambe).

Il reddito monetario disponibile per abitante è pari a circa 20.300 euro sia nel Nord-est sia nel Nord-ovest, a 18.700 euro al Centro e a 13.200 euro nel Mezzogiorno.

La graduatoria regionale del reddito disponibile per abitante (17.600 euro il valore medio nazionale) vede al primo posto Bolzano, vicina ai 22.400 euro, e all’ultimo la Campania, con poco meno di 12.300 euro.

Nel 2012 a livello nazionale il reddito disponibile delle famiglie, in valori correnti, aumenta dell’1% rispetto al 2009, anno di inizio della crisi economica. In particolare il Nord registra un incremento maggiore (+1,6% nel Nord-ovest e +1,7% nel Nord-est) mentre, sempre rispetto al 2009, il Centro e Mezzogiorno segnano un aumento molto più contenuto (rispettivamente +0,4% e +0,2%).

La Liguria è la regione che ha risentito maggiormente degli effetti della crisi economica: tra il 2009 e il 2012 le famiglie hanno subito una diminuzione dell’1,9% del reddito disponibile. L’Umbria e la provincia di Bolzano sono state le meno toccate dagli effetti della crisi economica con aumenti, nel periodo considerato, rispettivamente del 3,6% e del 2,7%.

Sommese: dati ISTAT? La Campania migliora, ma serve maggiore impegno da parte del Governo.

Nel 2012 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti diminuisce, rispetto all’anno precedente, in tutte le regioni italiane.

La Campania pur con tutte le difficoltà cui si è dovuto far fronte ha fatto registrare nel 2012, rispetto al 2011, una riduzione del reddito disponibile delle famiglie (-203 Euro) inferiore sia a quella della media nazionale (-383 Euro) che di molte Regioni del Nord.

Lo dice l’ISTAT, che ieri ha pubblicato la ricerca sul reddito disponibile delle famiglie, relativo agli anni 2010-2012.

Non va inoltre tralasciato che sul reddito disponibile delle famiglie ha pesato in particolare l’aspetto fiscale; infatti i cittadini del Mezzogiorno pagano più tasse sia di quelli del Nord che di quelli del Centro, non in valore assoluto ma in termini di peso sul PIL nonostante questo si sia ridotto nell’intero Sud ed  in Campania di oltre il 10% dal 2007. Infine il progressivo taglio dei trasferimenti, particolarmente pesante negli ultimi anni, e il basso ammontare degli investimenti non aiutano la situazione.

La Regione Campania sta facendo la sua parte ma per uscire dall’impasse bisogna alleggerire la pressione fiscale e contributiva su imprese e famiglie riavviando gli investimenti e la domanda interna.

Per Pasquale Sommese, assessore regionale alle Attività Produttive “i dati Istat fotografano una realtà nota. Eppure i dati letti, nel corso degli anni ed in riferimento alle altre regioni, confermano la ripresa della Regione che recupera circa 100 euro pro capite sulle altre regioni del Sud.

Ma i dati non ci consolano ma ci inducono a lavorare sempre di più ed a chiedere al Governo una maggiore consapevolezza”.

“Se si vanno a consultare le serie storiche dell’ISTAT – aggiunge – è possibile rilevare che dal 1995 ad oggi la Regione Campania, così come anche le altre Regioni del Mezzogiorno ha sempre avuto un basso livello del reddito disponibile, tuttavia negli ultimi anni la significativa riduzione del PIL, il taglio dei trasferimenti e l’aumento della pressione fiscale hanno determinato un aumento del divario tra le Regioni del Mezzogiorno, in particolare la Campania, e quelle del Centro e del Nord.

La situazione in Campania non è semplice ma le politiche messe in campo dalla Giunta, dalla accelerazione della spesa, agli investimenti fino alle misure del Dl35, contiamo di invertire in maniera più incisiva il trend.

Non possiamo da soli. Il Governo deve assumere il Sud come priorità.

Se non si alleggerisce la pressione fiscale e contributiva sulle imprese, nonché la pressione fiscale sulle persone fisiche non ci saranno mai dati molo diversi” conclude Sommese.

Marciano(PD): manca una politica di sostegno ai redditi delle famiglie.

“Da Santa Lucia è arrivata la ormai solita rilettura e interpretazione dei dati Istat: sulle famiglie e sulle imprese della Campania pesano senza dubbio gli effetti della crisi, ma a relegarci sul fondo della classifica nazionale hanno inciso e molto le azioni di questo Governo regionale, come l’assenza di un’adeguata politica di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà e il congelamento di risorse enormi sui Grandi Progetti, mai partiti e che mai partiranno, vedi il Porto il Napoli”.

Questo il commento di Antonio Marciano, vicecapogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale della Campania, alle dichiarazioni del governatore Stefano Caldoro sui dati Istat relativi al Pil pro capite dei cittadini della regione.

“La situazione è ulteriormente aggravata dalla tassazione nazionale, tra le più alte in tutto il sistema Europa. Ma anche qui, le politiche di Caldoro non hanno fatto mancare il proprio nefasto contributo: in Campania ci sono le addizionali Irap e Irpef più alte d’Italia”, ricorda l’esponente democrat.

“Il paradosso è che, inizialmente, queste erano state giustificate dall’esigenza di rientrare dal debito sanitario. Ebbene, da tempo ormai Caldoro annuncia l’azzeramento di questo debito, ma le addizionali restano purtroppo inalterate e altissime. Insomma, siamo di fronte alla ormai solita mediocrità che ha contraddistinto questi ultimi quattro anni, mentre famiglie e imprese sono allo stremo”, conclude Marciano.

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