25 Giugno 2022

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cronaca

Portualità, il Sud guarda al canale Suez

Barracco presidente Banco di Napoli: si acceleri su Piano strategico nazionale portualità e logistica. Porto di Napoli torni all’ordinaria amministrazione

NAPOLI. “Il mare unisce i paesi che separa”, scriveva il poeta Alexander Pope nel ‘700. Oggi il mare rappresenta non solo un’opportunità di comunicazione e di commercio, ma un settore strategico per la crescita economica. Ciò è ancora ancora più vero nel Mezzogiorno, macroregione dove i traffici navali sono in crescita, nonostante il gap strutturale che fa registrare la rete di trasporto su ferro e su gomma. Proprio la citazione di Pope apre il rapporto annuale “Italian Maritime Economy”, presentato oggi dall’Osservatorio Permanente sull’Economia dei Trasporti Marittimi e della Logistica di SRM presso la sede centrale del Banco di Napoli in via Toledo.

Secondo lo studio di SRM il sistema portuale italiano mantiene una posizione di rilievo nel Mediterraneo in termini di volumi di merci movimentate, ma, salvo eccezioni, sta attraversando una fase di stallo. Per incrementare la crescita esso individua tre driver strategici: il primo è una decisa strategia rivolta all’integrazione infrastrutturale e intermodale; il secondo è l’attrazione di investimenti dall’estero ed in questo ambito le Free Zones possono essere un fattore determinante; il terzo è il dover pensare la logistica come asset principale per lo sviluppo del Mezzogiorno e quindi al centro della nostra agenda competitiva e dei suoi piani di investimento.

I principali dati presentati oggi sono:

  • +123% la crescita del traffico merci nel Mediterraneo negli ultimi 13 anni
  • Il 19% del traffico navale mondiale passa dal Mare Nostrum; nel 2005 era il 15%
  • Le direttrici verso e da Golfo-Medio ed Estremo Oriente sono cresciute nel periodo 2001-2014 rispettivamente del 160% e del 92%
  • +339% i passaggi dal Canale di Suez verso il Golfo arabo (2001-2014)
  • Italia primo Paese UE28 per trasporto di merci in Short Sea Shipping nel Mediterraneo (204,4 mln di tonnellate). Italia terza in Europa per traffici gestiti (460 mln di tonnellate)
  • Il settore marittimo vale oltre 43 miliardi di Euro di Valore Aggiunto (VA) e 800mila posti di lavoro
  • Valore interscambio oltre 220 miliardi di euro di import-export pari al 30% delle merci in valore. Verso i Paesi del Mediterraneo (Area Mena) questa percentuale sale al 75%
  • Il 33,7% del VA dell’economia del mare è prodotto nel Mezzogiorno (14,7 miliardi di euro) dove si trova il 38,6% degli occupati del settore
  • I porti del Mezzogiorno movimentano il 45,7% del traffico container e il 47% del traffico merci
  • Via mare il 60% dell’interscambio del Mezzogiorno (55 miliardi di euro)

Le conclusioni della giornata sono state tenute da Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli, il quale ha auspicato che al livello ministeriale si acceleri Il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, in modo che anche la gestione dell’Autorità Portuale di Napoli torni presto all’ordinaria amministrazione dopo il commissariamento.

Inoltre secondo Barracco «Il report di SRM ci conferma la crescita del ruolo strategico ed economico del Mediterraneo e ci fa capire come il raddoppio del Canale di Suez potrà avere un impatto estremamente positivo sul commercio marittimo e, se siamo bravi, anche sull’economia italiana e del Mezzogiorno. Una crescita che vogliamo sostenere sfruttando la presenza di Intesa Sanpaolo in tutto il bacino del Mediterraneo con filiali in Turchia, uffici in Tunisia e Marocco e una banca molto forte in Egitto, la Banca d’Alessandria. Ed infine a Dubai da cui si sovraintende tutta l’area del Golfo. Sottolineo che il Gruppo è forte proprio in quei Paesi e mercati che stanno emergendo come nuove direttrici del traffico marittimo e su cui l’Italia può giocare un importante ruolo. Il Banco di Napoli ed Intesa Sanpaolo vogliono e possono essere un punto di contatto tra l’Italia, il Mezzogiorno e la sponda sud del Mediterraneo, dando supporto economico e finanziario alle imprese e agli operatori del settore».

Per Paolo Scudieri, presidente SRM, «le imprese che producono hanno bisogno di una filiera del mare – portualità, logistica e operatori di shipping – che sia efficiente, competitiva nei tempi e nei costi, e in grado di inserirci nelle grandi direttrici dei traffici marittimi. L’annunciata riforma dei porti va in questa direzione ma occorre fare in fretta. Abbiamo perso molto tempo in passato. Tempo che i nostri competitors, nel Nord Europa e nel Sud Mediterraneo, hanno usato per rafforzarsi con investimenti infrastrutturali importanti. L’Italia ha una posizione geografica straordinaria. Noi siamo convinti che rilanciare la filiera del mare e investire per una portualità efficiente possa essere la modalità nuova per trainare lo sviluppo del Mezzogiorno».

Per Massimo Deandreis, direttore generale SRM, «la ricerca è ricca di dati e mette bene in evidenza il peso di tutta la filiera del mare, non solo come comparto produttivo, ma anche come generatore di valore e di occupazione. In Italia 1/3 di tutto l’import ed export parte o arriva via mare. Gran parte di questo comparto è collocato nel Mezzogiorno che potrebbe svolgere il ruolo di piattaforma logistica a beneficio di tutto il sistema produttivo nazionale. Anche perché sta emergendo in modo marcato una direttrice marittima che dall’Europa, via Mediterraneo, passa per il Canale di Suez, Golfo e Asia. In questa direttrice l’Italia e i porti del Mezzogiorno, potrebbero trovare ancor meglio la loro funzione di Hub strategico».

Per Franco Gallia, direttore regionale Intesa Sanpaolo «l’economia marittima per la nostra banca è qui di fondamentale importanza. Nel “mare”, infatti, la finanza ha un ruolo di rilievo, sia se parliamo di finanza privata cioè il sostegno ai nostri armatori e alle imprese della logistica sia che parliamo di finanza pubblica, vale a dire la finanza per le infrastrutture, e quindi l’attivazione di strumenti finanziari rivolti anche al settore pubblico come il project-finance quando l’operazione si svolge in partenariato pubblico-privato. Intesa Sanpaolo è sempre vicina ai settori produttivi che caratterizzano l’Italia e il Mezzogiorno e lo siamo con uno sguardo sempre più attento al Mediterraneo, alla cultura e alle radici delle imprese che qui producono».

Il convegno, svoltosi nella Sala delle Assemblee del Banco di Napoli, è stato aperto da Franco Gallia, direttore regionale di Intesa Sanpaolo per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. I dati e le analisi elaborati dal Centro Studi sono stati illustrati da Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, e da Alessandro Panaro, responsabile dell’ufficio Maritime and Mediterranean Economy di SRM, che ha approfondito i temi delle grandi alleanze e della competitività delle infrastrutture.

La tavola rotonda, moderata dal direttore de Il Mattino, Alessandro Barbano, su “Nuove rotte per la crescita del Mezzogiorno e del Mediterraneo” ha visto come discussant Michele Acciaro, professore di Maritime Logistics della Kühne Logistics University (KLU) di Amburgo, Oliviero Baccelli, Direttore CERTeT Bocconi, Sghir El Filali dell’ANP, Agenzia Nazionale dei Porti del Marocco di Casablanca, Luigi Nicolais, presidente CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Paolo Scudieri, presidente SRM e presidente di Adler Group, Orazio Stella, Amministratore Delegato Maersk Italia.

 

 

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