30 Giugno 2022

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cronaca

Patenti nautiche facili, Confarca lancia l’allarme

Corsi abusivi e coupon. Con queste modalità alcune onlus, supportate da scuole nautiche autorizzate, organizzano programmi per conseguire patenti nautiche.

A lanciare l’allarme è Confarca (Confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici). Si tratta di un fenomeno diffuso, soprattutto al Nord. Per questo motivo l’associazione di categoria ha segnalato il caso alla Guardia di Finanza di Milano, di Genova e di La Spezia, nonché alla Procura del capoluogo lombardo. Inoltre il dossier sarà al centro dell’incontro previsto per venerdì 23 gennaio alle ore 10, presso la ex sede della Provincia di Milano, in via Vivaio 1, e a cui parteciperanno il segretario nazionale della sezione Nautica della Confarca, Adolfo D’Angelo, il responsabile

della provincia di Milano dell’associazione di categoria, Marco Morana, il dirigente della Motorizzazione Civile, Paolo Nucera, ed il responsabile dell’ufficio Vigilanza delle Scuole nautiche della Provincia di Milano, l’ingegner Mario Alessandro Belloni.

“Tale fenomeno ha provocato una turbativa del mercato a discapito delle scuole nautiche autorizzate – sottolinea D’Angelononché l’idea, per l’opinione pubblica, che la patente nautica possa essere conseguita in qualsiasi struttura, seppur non munita dei dovuti requisiti”.

Una volta venduto il corso per patente nautica, le associazioni non autorizzate indirizzerebbero i propri clienti, spesso ignari delle normative vigenti, in locali o barche “non consoni alla didattica nautica, privi di ogni adempimento in termini d’igiene e sicurezza secondo la Legge vigente, come, invece, sono sottoposte le Scuole Nautiche Autorizzate d’Italia” prosegue D’Angelo: “Ci chiediamo se tutti questi introiti siano correttamente dichiarati in quanto alla loro natura o vadano a finire, come spesso accade, in partite fiscali illegittime”.

“Tutte queste associazioni, inoltre, non potendo presentare le istanze dei loro allievi direttamente alla Capitaneria di Porto competente o all’Ufficio Motorizzazione Civile di zona, poiché non riconosciute dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione – conclude D’Angelo – si servono di compiacenti scuole nautiche autorizzate che, dichiarando il falso, hanno istaurato un solido ed illegale un rapporto di collaborazione”.

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