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“Non Fa Per Te” di Moro: intervista

“Non Fa Per Te” di Moro è un chiaro attacco a tutti e tutto, senza mezzi termini o peli sulla lingua, lasciando comunque spazio a riflessioni sul mondo attuale con un linguaggio crudo e sorretto da una molteplicità di figure retoriche e citazioni. Inoltre, il passaggio da “Non fa per me”, uno dei primi brani di Moro, a “Non Fa Per Te” è un chiaro segno di consapevolezza e della maturazione avuta negli anni.

Come descriveresti il tuo nuovo singolo in tre parole e perché?

Vero, Crudo, Complesso.

Vero perché è un brano autentico scritto su esperienze personali.

Crudo perché tutto quello che dico lo faccio senza mezzi termini e con un linguaggio forte e senza censura.

Complesso perché ci sono tanti piani di lettura che vanno oltre a quello che si percepisce, ed infatti alcune persone non l’hanno capito al 100%.

Parliamo di questo brano, come nasce?

Questo brano, che fà parte del mio album “The Outsider”, è nato come sequel di uno dei miei primi pezzi dal titolo “Non fa per me”.  Quando ho iniziato a lavorare a questo brano avevo bisogno di prendermi delle rivincite e volevo far trasparire tutto il mio percorso artistico ed i miglioramenti che ho fatto negli anni e spero di esserci riuscito.

Cosa manca in Italia ai cantautori per diventare famosi?

In Italia ci sono tanti cantautori famosi, se uno non ci è ancora riuscito ci possono essere diverse cause. Al di là del talento che penso sia indispensabile, anche se a volte alcuni riescono lo stesso ad arrivare, penso che alcuni possano avere difficoltà nell’arrivare alle persone a livello emotivo con i propri brani. Alcuni possono mancare di carisma, altri magari scelgono strategie di marketing sbagliate ecc…

Sicuramente non c’è un modo sicuro per diventare famosi altrimenti lo sarebbero tutti quanti.

Per quale Big vorresti scrivere una canzone un giorno?

Per quanto riguarda noi rapper è difficile che qualcuno si faccia scrivere una canzone da qualcun altro, tranne in rarissimi casi.

Quindi magari più che scrivere un brano per un Big è più facile e preferibile una collaborazione, in quel caso ti direi senza ombra di dubbio Guè.

Quale consiglio daresti a chi, come te, intende intraprendere un percorso nel mondo della musica?

Il primo consiglio che darei è sicuramente quello di buttarsi e andare, perchè senza mettersi in gioco non si può sapere se una cosa fa per noi oppure no. Penso che nella musica così come nella vita è meglio provare e non riuscire, che ritrovarsi un giorno a pensare “ma se ci avessi provato?”.

Un altro consiglio che potrei dare è quello di essere veri ed autentici, non c’è niente che ripaghi come l’essere se stessi.

Il messaggio che vuoi portare con la tua musica?

Sinceramente non c’è un messaggio in particolare che voglio portare, c’è soltanto la mia passione per il rap.

Mi piace scrivere e raccontare la mia vita e quella dei miei amici, ma anche cercare la rima più figa rispetto ai miei colleghi.

Chiaramente ci sono dei brani in cui lascio dei consigli o dei messaggi, però non mi preme particolarmente come cosa. Voglio che la gente sia presa da ciò che racconto ma non voglio e non devo essere il pastore o la guida di nessuno.

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