29 Novembre 2022

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cronaca

Napoli, Natale amaro per imprenditore costretto a prestiti dopo denuncia Inps per estorsione

Fece richiesta di maxi risarcimento di 47mln all’ente che gli aveva bloccato il Durc

“Per pagare la rata dell’Inps e non far mancare stipendio e tredicesima ai miei dipendenti, sono dovuto ricorrere a ulteriori prestiti bancari”. A lamentare un Natale amaro è l’imprenditore napoletano Biagio Vallefuoco, titolare della ditta Fantastic Security Group Srl, trovatosi in questa condizione a causa di una condotta estorsiva da parte dell’Inps, già denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

Secondo quanto è riportato nella denuncia, Vallefuoco ha ricevuto nel 2019 una comunicazione dall’ente previdenziale con invito a regolarizzare la posizione contributiva dell’azienda per un importo di 648mila euro, cifre mai riportate nel suo cassetto previdenziale, con contestuale blocco del Durc.

Recatosi negli uffici dell’Ente gli viene svelato che alcune compensazioni tra crediti e debiti, effettuate tra il 2013 e il 2019, sarebbero state ritenuti indebite. In sostanza, la sua azienda aveva acquistato dei crediti Iva verso lo Stato che altre società avevano maturato nel così detto ‘accollo del credito’, che poi sarebbe abolito solo dopo con il decreto legge 124/19.

Si convince a rateizzare il debito solo per liberare il Durc, con rate da 43mila euro al mese. Paga le prime due, ma poi la spesa diventa insostenibile e così torna all’Inps per chiedere una dilazione più lunga nel tempo.

Nel frattempo, a causa di questi ritardi non riesce a intascare circa 400mila euro da clienti che gli contestano l’assenza del Durc e vede sfumare oltre 50 milioni di euro per appalti alla sua portata ai quali non può partecipare.

Vallefuoco decide quindi di fare causa all’Inps dinanzi al tribunale di Roma, chiedendo un maxi risarcimento di 47 milioni di euro. A questa richiesta, è convocato da due rappresentanti dell’Inps nella sede di Napoli che gli comunicano che per poter riavere il Durc deve rinunciare alla causa e firmare una rateizzazione di 80mila euro al mese. “Dall’atteggiamento assunto dagli operatori, non v’è chi non veda una condotta non soltanto vessatoria, ma addirittura estorsiva” si legge nella denuncia dell’avvocato Falco. Intanto, per il bene dell’azienda, l’imprenditore ha iniziato a pagare le rate e firmato un modulo di rinuncia alla causa.

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