Posted On 23 gennaio 2018 By In cinema, cultura With 82 Views

A Napoli, Firenze e Palermo la Memoria passa sull’Ultimo metro di Truffaut

Al Cinema De Seta di Palermo tra febbraio e marzo si terrà la VI edizione della rassegna Cinémardi, la kermesse cinefila del martedì sera organizzata dall’Institut Français di Palermo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. A François Truffaut il compito di aprire la manifestazione il 23 gennaio, a ridosso del giorno della Memoria, con “Le Dernier Metro”.

Il film però non sarà riscoperto solo dal pubblico palermitano, perché anche negli Institut gemelli di Napoli e Firenze, rispettivamente il 24 gennaio al Grenoble con Cinescoperta e il 29 gennaio nella cornice del Myfrenchfilmfestival.com 2018, ci saranno proiezioni di questo gioiello un po’ dimenticato.

Truffaut è stato un influencer ante litteram in fatto di settima arte, avendo influito  sul cinema francese contemporaneo ed europeo più di chiunque altro, da cineasta di culto, critico sincero dei Cahiers e cinephile raffinato quale lui era. Figura fondamentale nella Nouvelle Vague, Truffaut incarna oggi un cinema francese che è allo stesso tempo d’autore e rivolto al grande pubblico.

Premiato ai suoi tempi da dieci César, gli Oscar parigini, “L’ultimo metrò” è stato, come ricorda Frédéric Bonnaud, un malinteso in patria: dal momento che fu il film più costoso e il maggior successo commerciale di Truffaut, si insinuò a lungo nella critica snob ed elitaria che fosse un lavoro consensuale e accademico – ogni film in costume è accusato di ciò – con il quale il regista, all’apice della sua carriera e del successo, avrebbe rinnegato i suoi ideali di gioventù, affidandosi allo star system dell’Esagono. Un sistema rappresentato allora dalla coppia Catherine Deneuve – Gérard Depardieu, entrambi superlativi in una prova davvero maiuscola nella loro carriera, che li ha visti poi rispettivamente candidati agli Oscar con Indocine e il mitico Cyrano de Beregerac anni dopo.

Rivisto oggi, “L’ultimo metrò” è allo stesso tempo un affresco sull’occupazione nazifascista e un racconto molto personale, e appare come uno dei film più luminosi del suo autore. Ambientato nella Parigi del 1942, durante l’occupazione tedesca, una compagnia teatrale prova un nuovo spettacolo sotto la direzione dell’attrice principale e direttrice del teatro (la Deneuve), mentre il marito, partigiano ricercato dai nazisti, si nasconde nello scantinato della struttura.

 

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