Posted On 8 dicembre 2016 By In food, opinione With 606 Views

“Montesanto Foodwalk”, nasce la app che racconta il cuore di Napoli

montesanto-eventoScoprire Montesanto attraverso i racconti e i volti di chi ha scritto e continua a scrivere attraverso il cibo la storia del quartiere più poroso e identitario della città. Questo l’obiettivo che artisti, ricercatori e piccoli imprenditori vogliono raggiungere con la seconda tappa del progetto Il (buon)gusto dell’innovazione. Promosso dalla fondazione Premio Napoli, l’incontro si terrà venerdì 9 dicembre alle 17.30 presso il Museo Nitsch. Nel corso della conferenza verrà presentato Montesanto Foodwalk, percorso di realtà aumentata sulle tradizioni enogastronomiche del quartiere, ovvero una app innovativa per lo smartphone, unica nel suo genere.

pesce-spadaA illustrare le novità dell’applicazione saranno Pasquale Napolitano e Stefano Perna, esperti di sound design, docenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e membri del team di Nevermind, impresa di comunicazione e cultura digitale che ha concepito la app. Non mancheranno inoltre alcuni protagonisti della narrazione collettiva di Montesanto Foodwalk, tra cui Antonio Ferrara (Coloniali “Pietruccio”), Attilio Bachetti (la storica Pizzeria Attilio) e Sergio Bizzarro (Associazione Le Scalze).

cavoloMontesanto è  un luogo coeso e denso al punto da apparire quasi “inespugnabile”, cioè  impermeabile a tutti quei cambiamenti che in altri quartieri si individuano e  riconoscono a vista d’occhio (nuovi ristoranti e botteghe, negozi e cibi  etnici). “Il quartiere rappresenta un pezzo significativo del cuore di Napoli – osserva Stefano De Matteis, docente di Antropologia dell’Università di Salerno -, conservando una stratificazione sociale articolata ma nello stesso tempo tutta esposta alla strada, perché impegnata in attività pubbliche e tutte  legate principalmente all’alimentazione: è possibile ricostruire la storia del  quartiere dai locali storici, importanti e di richiamo, ma di certo non  rubricabili tra i locali dell’élite. Si tratta di un cibo di strada e, forse  per questo, anche di conservazione delle tradizioni”. Del resto, si sa, il primo street food della storia moderna è nato a Napoli.

zurriap_-foodwalk-copertinaMontesanto foodwalk è il primo esperimento di Zurriapp (dal napoletano zurrià: andare a zonzo, girovagare), progetto di sound design urbano ideato da Nevermind, impresa di comunicazione e cultura digitale. Zurriapp fa da contenitore a degli autentici “attraversamenti sonori” della città in cui ogni quartiere di Napoli è narrato dal vissuto dei suoi stessi eroi quotidiani. A produrre il primo appuntamento di Zurriap è la Fondazione Premio Napoli con Montesanto foodwalk, percorso che indaga il quartiere a partire dal suo multiforme rapporto con il cibo: cibo come valore di comunità, cibo come “smart specialization”, cibo come mercato, vera e propria agorà del quartiere da secoli. Basato su sensori di geolocalizazione distribuiti nelle strade dell’area, dalla Pignasecca a Portamedina, a vico Cappuccinelle 13, dove aveva sede la storica sede della ex Mensa dei Bambini proletari, l’app trasforma lo smartphone del fruitore in una guida “aumentata”, attraverso la quale ognuno potrà accedere a una voce collettiva fatta di racconti, interviste, suoni e rumori del vissuto di chi abita e dà forma alla geografia urbana e umana di Montesanto.

graffe“Da anni io attraverso il quartiere di Montesanto – spiega Pasquale Napolitano, esperto di sound design dell’Accademia di Belle Arti e Nevermind, tra i curatori del progetto – e la mia percezione è cambiata molto nel corso del tempo. Quando vedo i turisti passare fuori Pescheria Azzurra, fare foto e proseguire, ho sempre pensato che si stessero perdendo qualcosa, il racconto di quelle persone che, con il loro vissuto quotidiano,  definiscono quello spazio e lo riempiono di senso.  E’ così che abbiamo pensato ad uno strumento con cui sia possibile accorciare questa distanza,  che è pure a volte una barriera. Per questa ragione nell’app i percorsi avranno sempre due caratteristiche che li differenziano delle altre soundwalk più comuni: il fatto di essere interattiva e quello, ancora più importante, che a raccontare i luoghi siano i suoi stessi abitanti”.

L’app sarà scaricabile gratuitamente dal sito della Fondazione Premio Napoli e dallo store Apple dal 18 dicembre.

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