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Lea Gavino al Giffoni film festival il 25 luglio 2024

La sua Rosa, nel film Una storia nera di Leonardo D’Agostino, l’ha consacrata come una delle attrici più talentuose e promettenti, con un’interpretazione complessa, profonda e emozionante. Già nota al grande pubblico per la serie Skam Italia su Netflix e per L’ombra di Caravaggio (2022), si racconterà ai giovani con la semplicità che la contraddistingue.

Partiamo dall’ultimo film con cui sei nelle sale, Una storia nera. Ci racconti il tuo personaggio e cosa ti ha colpito di questa storia?
Rosa è un personaggio che alla prima lettura ho trovato molto stimolante: quando ho letto la sceneggiatura per intero, la prima cosa che ho notato è stata la gioia di affrontare un personaggio complesso, tridimensionale, molto ambiguo anche nel modo di gestire le cose, come se dovessi rappresentare in parte anche lo spettatore. Rosa, all’interno di questo film, è il personaggio che si fa le domande che si farebbe lo spettatore, e se le fa riguardo la mamma, quindi i dubbi che ha sono più personali. È stato complesso non prendere posizione per presentare il dubbio. A livello di sceneggiatura, mi ha colpito una cosa. Mia nonna è un’appassionata e una grande esperta di casi di cronaca, una volta le ho chiesto perché e mi ha detto “perché la verità è la cosa più oggettiva che c’è, eppure è così difficile che si riveli”. Mi colpì tantissimo: una cosa che è successa, accaduta, 100% di fatti, ma come si fa a ricostruire una cosa così… non opinionabile? È difficile anche da spettatore prendere una posizione. Rosa vive la frustrazione a un livello personale, pesante: rappresenta il dubbio costante, l’influenza degli altri.

Lo so che è una domanda filosofica di prima mattina, ma hai tirato fuori il concetto dei verità e mi è venuto da pensare. Molti sostengono che la verità non sia una sola, ma ce ne sono tante, interpretabili e relative. Tu che rapporto hai con la verità?
Diciamo che c’è una verità emotiva e una verità dei fatti, e secondo me sono due cose molto diverse. Cosa è successo, quella è la verità: ho fatto questo. Poi c’è “ho fatto questo perché”, allora lì ci sono mille verità che si intersecano insieme, ed è difficile avere un parere oggettivo rispetto al movimento emotivo che uno compie. La verità dei fatti, nei rapporti di amicizia o famigliari in generale, la voglio sapere sempre. La verità emotiva, vorrei avvicinarmi e cercare di capirla, con il rispetto di alcuni punti non per forza dichiarati. Se dobbiamo dire la verità emotiva a tutti, si leva l’unicità e la personalità di una persona. Sto parlando male? Non so se mi faccio capire (sorride).

La vera svolta arriva però grazie al suo ruolo in Skam Italia 5, la serie ispirata alla versione norvegese di un drama adolescenziale che tocca le tematiche più importanti per la Generazione Z ormai diventato un cult. All’interno della serie Lea interpreta Viola, una ragazza dolce e determinata che deve fare i conti con un abuso e che intreccia un rapporto particolare con Elia, interpretato da Francesco Centorame, protagonista assoluto della quinta stagione che deve fare i conti con un problema legato alla sua sessualità.
lea gavino attrice

Sei stata chiarissima. L’altra cosa che volevo chiederti è la rappresentazione del dubbio: tu sei una persona che mette in dubbio le cose?
Anche troppo (ride). Ho anche un lato di paranoia, si può immaginare quante domande mi ponga e quante siano totalmente non-indispensabili, che mi portano totalmente fuori tema (continua a ridere). Anche al liceo mi dicevano spesso “Lea, sei andata fuori tema”. Mi pongo veramente troppe domande, metto in dubbio anche quello che provo io, come se non avessi mai la certezza rispetto alla mia verità emotiva. Come se faticassi tanto a prendere una posizione a livello “come mi fa sentire questa cosa?”. A volte verbalizzare un sentimento complesso non è una cosa che mi aiuta. Vado fuori tema al massimo: forse è il motivo per cui non mi piace esprimermi attraverso la verbalizzazione del sentimento, ma attraverso la creatività.

Giovane, determinata e con tanto da dare. Lea Gavino è una stella nascente del cinema italiano che, grazie al suo ruolo in Skam Italia, è riuscita non solo ad affermarsi come attrice, ma ha dato voce a moltissimi ragazzi e ragazze raccontando in modo chiaro e delicato tematiche importantissime che toccano una grande fetta delle nuove generazioni. Scopriamo qualcosa in più sul volto di Viola in Skam.

Chi è Lea Gavino, la Viola di “Skam Italia”

Lea Gavino nasce a Roma nel 1999. Il suo amore per la recitazione nasce più tardi rispetto a quello di tanti suoi colleghi coetanei. Dopo le scuole superiori, infatti Lea decide di iscriversi all’università e di studiare psicologia: allo stesso tempo, però, inizia la sua formazione attoriale studiando alla scuola di recitazione Jenny Tamburi e la scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè. Dopo alcuni piccoli ruoli, l’attrice ottiene un’opportunità incredibile: quella di interpretare Artemisia Gentileschi nel film L’ombra di Caravaggio di Michele Placido, un film uscito nelle sale nel 2022 arrivato a vincere 3 Nastri d’Argento e 2 David di Donatello, in cui Lea ha potuto lavorare e misurarsi con artisti del calibro di Riccardo ScamarcioTedua e Louis Garrell.

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