13 dicembre 2018

SULPEZZO.it
interviste musica

La voce di Domity contro la violenza sulle donne.

Un brano e un video per dire basta alla violenza sulle donne: lo fa il rapper Domity , nome d’arte di  Marco Montanino,con “Doppia identità” (https://youtu.be/3TFDvZsX1Uc ) il rapper campano  che, dopo aver affrontato temi che raccontano della realtà del suo territorio, ovvero dell’area della Domitiana di cui ha analizzato il tessuto sociale nel precedente brano “Domiziana” e ancora trattando di riscatto sociale nel brano “Pagine su pagine”, ritorna ad affrontare temi sociali e di grande attualità, come il femminicidio, e lo fa con un testo crudo che racconta la storia di una donna, apparentemente persa, etichettata dalla gente come una sbandata che forse ha concluso la sua vita terrena inciampando nel girone dell’alcool o della droga come è accaduto a grandi star sfortunate come Whitney Houston o Elvis Presley, ma in realtà è una giovane donna come tante, che da ragazzina sognava l’amore cantato dalla voce di Mina e credeva nelle parole di Coelho, ma che poi purtroppo è caduta nella trappola di un non amore insano che l’ha uccisa, non solo metaforicamente. Una cronaca di una morte annunciata come quelle che riempiono le pagine di nera e purtroppo i tanti talk show che inseguono audience in tv, ma questo brano di Domity avverte quasi un’urgenza, un segnale da dare alle nuove generazione di innamorati, fidanzati, amici, amanti, la voce di un giovane che parla ai giovani raccontando dell’ennesima storia di sangue che non dovrà mai più ripetersi. Ecco l’intervista in cui il rapper Domity racconta un po’ di sé e della sua musica:

Marco Montanino in arte Domity, rapper, a cosa devi la scelta di questo pseudonimo?

Per chi non la conosce, esiste una strada in periferia in provincia di Napoli e Caserta che si chiama Domiziana. Ho cominciato in quelle zone il mio percorso artistico e perciò ho scelto questo pseudonimo.

Durante il tuo lavoro dai molto spazio a temi sociali. Il rap è ancora, secondo te, il genere musicale più adatto che hanno le nuove generazioni per dire qualcosa??

Essendo un genere musicale dove il testo è oggettivamente più esteso rispetto ad altri, è ovvio che il rap è portato per veicolare un certo tipo di messaggi, ora come alle origini. Nell’ultimo periodo il genere si è tuttavia evoluto molto anche nei suoni, il beatmaker è un artista a tutti gli effetti e quelli più bravi riescono a far “parlare” la base musicale. Alcuni puristi del genere non vedono di buon’occhio il modo in cui il rap si è sviluppato, a me invece fa piacere perché è probabile che sarebbe rimasto un genere di nicchia se certi suoi esponenti non avessero lasciato da parte il testo per favorire altri aspetti, invece ora anche in Italia sta cominciando ad avere il peso che merita ed ognuno può farlo come gli piace ed esprimersi come vuole. In ogni caso la musica è bella perché è universale ma se parliamo solo di liriche alcuni generi riescono comunque meglio di altri a svolgere determinate funzioni, e per quanto riguarda la comunicazione il rap è sicuramente tra questi.

Il femminicidio è un tema forte, il video non lascia spazio all’immaginazione. Immagini crude, non credi si sia troppo spazio alla violenza ovunque? Ovvero le immagini che passano in tv e in rete, non ci hanno assuefatto a tutta questa violenza? C’è la possibilità che perdano di efficacia?

Credo di sì, però non per forza questa dev’essere una cosa negativa. Io stesso mi sento assuefatto dalla violenza, ma penso che è proprio per questo che riesco a vederla bene e in maniera oggettiva. Nell’era moderna quello che non c’è in TV e in rete è quasi come se non esistesse, se non si facesse vedere la violenza nei media, secondo me questa continuerebbe ad esistere in altri contesti in cui le minoranze verrebbero schiacciate. Perdere di efficacia non penso perché altrimenti la violenza cinematografica e virtuale dovrebbero essere per forza correlate a quella reale, che invece c’è sempre stata dal principio, in altre epoche umane. Il problema come sempre secondo me sta nel prendere consapevolezza dell’argomento e non nel tema in sè.

Parliamo di collaborazioni, come nascono gli incontri che hanno dato vita al video che stai promuovendo?

Con i videomaker del team Magnetwo è il secondo lavoro, mi ero trovato bene giá in precedenza col videoclip del mio secondo singolo e li ho riconfermati per questo nuovo progetto, sono professionisti ed inoltre sono anche loro artisti. Mi trovo bene a lavorare con altri artisti, sia nei due videoclip precedenti sia in quest’ultimo ho inserito amici che si muovono nel mondo musicale, mi diverto di più così e si crea un bel clima anche sul set. Gianluca Tesone(in arte Giantes) e Camilla Cervicato(in arte Camij) sono i protagonisti di Doppia Identità e da subito hanno inteso il modo in cui volevo sviluppare la narrazione, sono stati molto bravi anche perchè prima delle riprese non si conoscevano. Per quanto riguarda tutte le altre comparse, sono persone che conosco e che frequento anche al di fuori della mia attività artistica ma che comunque hanno accolto il progetto e si sono messe a disposizione, ognuno come poteva. Sono contento perché il risultato finale è di qualità e sicuramente è merito di tutti, perciò li ringrazio molto e spero che il video sia piaciuto anche a loro.

Related posts

Chiesa dei Sacri Cuori, a Secondigliano commovente concerto gospel dei TONY WASHINGTON SINGERS

ANGELA ANDOLFO

Showcase di ‘O treno che va, il nuovo album dei Foja

redazione

“Come Il Profumo Delle Tue Mani”, il nuovo singolo di Andrea Candolfo

Giuseppe Cirillo

Rispondi