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Giovanna Voria e il suo agriturismo a rischio chiusura
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La sorte dell’agriturismo di Giovanna Voria, tra il TAR e la cattiva politica

Giovanna Voria e il suo agriturismo a rischio chiusuraCORBELLA – CICERALE (PROVINCIA DI SALERNO, CAMPANIA). Una dolce notizia è arrivata nel giorno di San Valentino a Giovanna Voria, ambasciatrice della dieta mediterranea nel mondo e alfiera del Cilento: il ricorso presentato al Tar, e fatto contro l’ordinanza comunale che le impediva l’accesso al suo agriturismo, causa impercorribilità dell’unica via d’accesso alla struttura, è stato accolto positivamente il 14 febbraio 2018. Viene a cadere così il provvedimento emanato dal sindaco di Cicerale Francesco Carpinelli il 6 novembre 2017, data in cui la strada comunale sterrata, ridotta in pessime condizioni da anni e peggiorata di fatto negli ultimi tempi, era stata chiusa, con tanto di transenna.

La prima battaglia è vinta, ma la luce su Corbella, l’oasi di pace naturalistica e laboratori culinari della Voria, è ancora lontana dal risplendere. Questo piccolo angolo di paradiso incastonato nel Cilento e nel suo Parco Nazionale, unico in Italia per la biodiversità, per i 12 presidi Slow Food sui 22 campani e per la presenza di patrimoni UNESCO come la dieta mediterranea e i templi greci di Paestum, potrebbe trasformarsi in un volano di sviluppo, avviare progetti, produrre ricchezza in un territorio che si sta progressivamente spopolando.

Giovanna Voria e il suo agriturismo a rischio chiusuraI giovani emigrano nel resto dell’Unione Europea, la stessa figlia di Giovanna ha trovato lavoro prima in Svizzera e poi in Inghilterra, le nuove leve vanno via come i loro avi fecero sul finire dell’Ottocento e inizio Novecento, senza dimenticare l’ondata degli anni ’60 e ’70, e non rimane più nessuno a raccogliere il testimone degli anziani.

Senza energie fresche, i paesi scompaiono e i vecchi, seppur centenari e longevi grazie ai benefici del loro stile di vita invidiato in tutto il mondo, non possono più trasmettere saperi e sapori della loro eredità. Il sapere antico che Giovanna, paladina del mangiar sano e della riscoperta del cece, da più di 20 anni promuove nella sua attività con cene e pranzi a tema, offrendo ai suoi ospiti il piacere di gustare lagane e ceci con la provola o un bicchierino di liquore ai ceci. Tradizioni che altrimenti si perderebbero e franerebbero sotto il peso della Storia e del calo demografico locale e nazionale, e che lei sponsorizza attraverso convegni, fiere e corsi in Italia, in Europa e nelle Americhe, come fece l’anno scorso andando in Brasile.

In altri luoghi una figura come la sua sarebbe protetta, tutelata e rispettata, valorizzata come un tesoro nazionale, come la Loren sta alla recitazione e al Cinema Italiano, eppure il suo agriturismo giace alla stregua della balena spiaggiata in Sardegna, lasciata marcire sulla battigia senza far nulla. Da imprenditrice locale, Giovanna paga tasse e sostiene le spese che un bed and breakfast agrituristico comporta, anche senza incassi, dal momento che gli ospiti non ci sono più.

Spaventati dal manto stradale smottato e dissestato, e dai tornanti erosi dall’acqua in cui affiorano pietre e sassi a prova di fuoristrada o jeep, i clienti più affezionati e fidelizzati, persino dalla Francia, hanno rinunciato a trascorrere vacanze e week end a Corbella, se sprovvisti di 4×4. Arrivare in un posto di pace e benessere come quello col pensiero e l’ansia di forare le gomme o rompere semiasse, cinghia di distribuzione e mettere a dura prova abs e ammortizzatori non è il massimo della gita fuori porta.

La stessa Giovanna si trova costretta a issare bandiera bianca in estate davanti a un simile percorso infernale, degno dei peggiori cerchi e gironi danteschi. Alle promesse di apertura di una strada secondaria, di messa in sicurezza del tratto incriminato e di attuazione dei PSR, non sono seguiti purtroppo fatti concreti. Proprio settimane fa il governatore De Luca, che in campagna elettorale per le regionali 2015, quando fu eletto, pose l’accento sull’atavica carenza infrastrutturale del Cilento e dell’intera Provincia di Salerno, ha annunciato un piano da 1,3 miliardi di euro per dotare la rete stradale e sopperire al deficit pluridecennale dell’intera regione, dal Vesuvio al raccordo che collegherà Agropoli con la A2.

Agli annunci si spera facciano seguito le attuazioni, e che si trovino soluzioni alternative per chi è in difficoltà come Giovanna e per quelli che soffrono i collegamenti carenti sulle montagne e nei crinali del Cilento: casi non sporadici purtroppo, e basta farsi un giro tra Galdo, Pollica, San Mauro e Stella Cilento per verificare il cattivo stato di salute della rete tra i paesini. Il sindaco della città natale di Giovanna, Cicerale, è stato eletto con una lista civica chiamata “Cicerale Forte e Libero”. Un bellissimo titolo, fiero e ricco di orgoglio che deve tornare a far ben auspicare per il comprensorio, perché parafrasando Voltaire e la sua definizione di Sacro Romano Impero, “né Sacro né Romano, né Impero” a suo dire, anche per questo nome varrebbe la stessa valutazione: al momento Cicerale né Forte nelle sue infrastrutture, né Libero dai legacci della burocrazia e dalle sabbie dei rimandi . A tutti va il nostro augurio per un buono ed efficiente lavoro di politica locale, al servizio dei cittadini e del tessuto economico e imprenditoriale.

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