30 Maggio 2020

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La luce di Massimiliano Campanile

Se Santiago Calatrava, le cui opere possiamo ammirare al Museo di Capodimonte, cerca l’equilibrio tra l’architettura e la luce, la scuola di pittura di Posillipo si è affermata grazie  proprio alla luce che viene fuori dal paesaggio possiamo, tranquillamente, affermare che Napoli offre sprazzi di luce importanti e preziosi anche grazie alla sua gente. Questa la sensazione che abbiamo avuto durante la presentazione del libro di Massimiliano Campanile “Non c’è niente che cambierei” (Graus Edizioni) che si è svolta al Pan, il palazzo delle arti napoletano. Campanile è un noto hair stylist, alle spalle ha una storia importante, parafrasando il Ramazzotti nazionale, perché anche lui è nato ai bordi di periferia. Quartiere Barra, tutto nasce lì, anche la sua passione per una professione, il parrucchiere, che al di là dei tanti sacrifici gli ha permesso di raggiungere un successo internazionale. Ma l’affermazione non è altro che il frutto di un cammino lungo e faticoso. Il bullismo, la violenza subita quando scopre la propria omosessualità, la morte della madre quando aveva solo 9 anni, un papà con una visione rigorosa della vita non facilitano l’apertura di Massimiliano che, invece, si rinchiude in se stesso. La sala del Pan era gremita in ogni ordine di posto, tanto è vero che sono stati allestisti anche due schermi all’ingresso che hanno permesso al pubblico di Campanile di assistere alla diretta della presentazione.

“E’ un libro per immagini”, ha dichiarato l’attrice Cristina Donadio, che firma anche la prefazione. “In questo racconto possiamo trovare di tutto, una miscellanea di sentimenti che rendono la lettura avvolgente e coinvolgente”. “Oggi corono un altro sogno – ha dichiarato Campanile visibilmente commosso – ma questo libro è un punto di partenza e non certamente di arrivo”. Infatti è proprio così, visto che il messaggio che Campanile vuole lanciare lo rivolge alle famiglie: “Quando si scopre l’omosessualità di un figlio bisogna, ancora di più, stargli vicino, diventare degli amici perché in quel caso i ragazzi hanno bisogno di tanto amore. Altrettanto dico ai figli, comprendete i vostri genitori e abbiate tanta pazienza con loro perché all’inizio non è semplice accettare questa diversità”.

Una serata intensa, pensata ed allestita con competenza ed eleganza che si è conclusa con un’azione benefica, visto che l’intero ricavato delle vendite è stato devoluto all’Associazione “Insieme si può” di Sarno (Sa) che si occupa di bambini affetti d’autismo.

Melania Murolo

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