12 Febbraio 2020

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musica

“La base” di Gianni Carboni, un album vagamente ardito

Di “La base” la cosa che subito ci colpisce è la grande qualità del prodotto musicale che stiamo ascoltando. Una sorta di viaggio mentale questo album dove il connubio elettronica/rock si esplicita, amalgamandosi, in modo più che convincente, un album che arriva alle nostre orecchie con sonorità spesso anche ardite. Le capacità di Gianni Carboni sono impeccabili e “La base” è testimonianza di tali capacità.

I pezzi funzionano non poco: ritornelli catchy, chitarre elettriche marcate, striature rock che, talvolta, sembrano squarciare il melodico che c’è nell’album. “Il rock è morto”? Ma per niente e Gianni Carboni, un chitarrista con una tecnica eccellente, c’è lo dimostra in più di un brano. L’elettronica e il pop di “La base” non disturbano e mostrano che Gianni Carboni è uno sperimentatore, una sorta di demiurgo ben consapevole degli strumenti a sua disposizione. Per questo suo album conferiamo un 82/100. E ci aspettiamo ancora grandi cose da questo artista…

 

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