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Jannik Sinner, festa (e sconcerto) a Sesto Pusteria: “Abbiamo scelto a caso”

Ora che Jannik Sinner è alle semifinali del Roland Garros contro l’amico e rivale Carlos Alcaraz e, soprattutto, avrà guadagnato da lunedì prossimo i gradi di numero uno al mondo, tutti i più grandi del tennis del Novecento s’interrogano sull’avvenire del nostro campione e su quanto possa crescere ancora.

Tra questi c’è anche John McEnroe, che ha concesso un’intervista al Corriere della Sera e che proprio sulla terra rossa parigina subì una sconfitta amara da Ivan Lendl, dopo essere stato in vantaggio di due set e sul 4-2 nel quarto: “Preferirei non parlarne, alla sconfitta di Parigi cerco di non pensare: è il mio unico rimpianto. Voglio credere che sia stata una lezione di umiltà che ha fatto di me un uomo migliore. Di certo non un tennista migliore. Comunque, che ci creda o no, con Lendl ogni tanto gioco a golf”.Il pensiero, però, va subito al 29°numero uno della storia del tennis, il nostro Sinner: “Gli italiani sono passionali ed emotivi come me, mentre Jannik è serio e compassato. Diventare n.1 da voi è un ruolo potenzialmente dirompente, ne avete avuto un assaggio con Berrettini finalista a Wimbledon. Con quale generosità Sinner avrà voglia di donarsi a un Paese affamato? Lui ripete che è concentrato solo sui miglioramenti. Sono curioso di scoprirlo. Numero 1, una posizione non facile da reggere, in effetti. Gli occhi sempre addosso, la pressione, tutti che ti tirano per la giacchetta. Dove si riposa in Italia, di solito, Sinner? Lo sa che dovrà andare in giro scortato? È un tipo silenzioso e riservato, a cui piace viaggiare sotto i radar: andrà a sbattere contro l’entusiasmo italiano. Io gli auguro di divertirsi nel ruolo di leader, di concedersi qualche spazio di manovra sennò il numero uno rischia di schiacciarlo”.

Poi, sulla sfida con Alcaraz: “La rivalità di cui avevamo bisogno, il nuovo Federer-Nadal. Jannik ha rotto il ghiaccio con lo Slam in Australia, Carlos è il mio preferito da vedere: l’elettricità che porta in campo mi dà gioia. Contrasto di caratteri e di stili: pronostico difficilissimo. Il tennis ormai si gioca a velocità siderali, con violenza inaudita. Sono ragazzi giovani, ma fragili, non supereroi indistruttibili. Di certo Jannik è destinato a essere un plurivincitore Slam, Carlos lo è già. Il suo inseguimento al trono di Sinner sarà entusiasmante. Io ricordo gli anni da n.2 come i più belli della mia carriera. Da re, poi, diventa tutto più complicato”.

Jannik Sinner, festa (e sconcerto) a Sesto Pusteria: “Abbiamo scelto a caso”

“Con Jannik Sinner ci siamo sentiti. Con la testa è sempre più avanti”. Commenta così Hanspeter Sinner quando parla di suo figlio, direttamente nel Rifugio Fondovalle in Val Fiscalina che gestisce insieme alla moglie Siglinde. Proprio dove Hanspeter faceva il cuore. L’estate è alle porte e la pensione Sinner quest’anno deve essere pronta per ospitare non solo i soliti vacanzieri ma anche i nuovi tifosi.

Proprio papà Sinner, al Corriere della Sera, ha confermato l’aneddoto del piccolo Sinner sostituito dopo aver segnato un gol in solitaria infischiandosene dei compagni. “Lo sostituii, confermo tutto”, sono le sue parole. Mentre la vicina Elisabetta lo interrompe: “Ragiona come un adulto di 40 anni — aggiunge —. Suo nonno è mio cugino. Lo vedevo sempre che lo accompagnava a sciare. Mi raccontò dei dubbi di Jannik: doveva scegliere tra lo sci e il tennis. Alla fine ha scelto bene. La forza della mente gli arriva dalla montagna ma anche da chi l’ha cresciuto, a cominciare dal padre e dalla madre”.

Il paese di 1800 anime intanto, a Sesto Pusteria (Bolzano), è orgoglioso di Jannik e gli ha dedicato due murali con scritto “Proud of you”. Si prepara ad accoglierlo martedì con la banda musicale: “Una data scelta a caso ma diventata memorabile adesso che è il numero 1 e speriamo arrivi anche con la coppa del Roland Garros — è commento de,l sindaco Thomas Summerer —. Per lui stiamo anche riasfaltando le strade”.

 

 

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