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Intervista e curiosità, conosciamo meglio i Liv Charcot

I Liv Charcot sono Lorenzo Cominelli e Tommaso Simoni. Nati e cresciuti a Livorno hanno registrato il primo album intitolato “La Fuga” presso il Sam Studio di Lari sotto la produzione di Ivan Antonio Rossi, già produttore di artisti quali Baustelle, Ministri e Giovanni Truppi. Successivamente il duo porta le sue nuove idee, attraverso una serie di fortunate vicissitudini, al Macinarino Recording Studio sotto la produzione di Lorenzo Tommasini, Sound Engineer e produttore di artisti del calibro di De Gregori, Marlene Kuntz, C.S.I, Gianni Maroccolo e Edda. Il sound dei Liv Charcot è qualcosa che parte dagli anni Novanta ed arriva ad oggi senza mai nulla di scontato ma da scoprire canzone per canzone.

Abbiamo intervistato i Liv Charcot per saperne di più del nuovo singolo “Satana”.

Come descrivereste il vostro nuovo singolo in tre parole e perché?

Intenso, oscuro e potente. “Satana” è una canzone che vuole esprimere la sofferenza e la disperazione che si prova quando si affronta la depressione. Abbiamo cercato di trasmettere queste emozioni attraverso un suono forte e penetrante, che accompagni il testo.

Parliamo di questo brano, come nasce “Satana”?

“Satana” nasce dall’esigenza di affrontare il tema della depressione in modo diretto e sincero. Volevamo creare un brano che parlasse della sofferenza psicologica senza nasconderla o minimizzarla. La canzone è nata da un’idea di Lorenzo, il nostro cantante, che ha scritto il testo e la melodia principale.

Perché questo titolo così particolare per una canzone che parla di depressione?

Abbiamo scelto il titolo “Satana” perché volevamo creare un forte contrasto tra il significato del titolo e il messaggio della canzone. La depressione spesso viene associata a un’entità oscura e negativa, e abbiamo voluto giocare su questa idea utilizzando il nome di Satana. In realtà, il brano parla di come l’oscurità interiore possa essere anche un carburante, un’energia rinnovabile che può essere utilizzata per migliorare la propria vita.

Per quale Big vorreste scrivere una canzone un giorno?

Ci sono moltissimi artisti con cui sarebbe un onore poter collaborare e contribuire alla loro musica con il nostro stile, ma sinceramente ci viene difficile immaginarlo. Le nostre canzoni di solito sono molto spontanee, sincere e per questo ‘personali’, non sapremmo come cucirle addosso ad altri artisti. Se capiterà in futuro sarà un esperimento molto interessante!

Quale consiglio dareste a chi, come voi, intende intraprendere un percorso nel mondo della musica?

Il nostro consiglio è di non arrendersi mai e di credere sempre in sé stessi e nella propria musica. Il percorso musicale può essere molto difficile e pieno di ostacoli, ma è importante rimanere fedeli alla propria visione e alla propria passione. Inoltre, è fondamentale lavorare sodo e mettere sempre impegno in ciò che si fa.

Il messaggio che volete portare con la vostra musica?

Non abbiamo un vero e proprio messaggio da portare, non siamo dei messia né della musica né di vita, abbiamo solo l’esigenza di aprire le valvole e far uscire le nostre emozioni attraverso la musica in modo sincero e autentico. Senza nasconderci dietro maschere o stereotipi. Vogliamo parlare di temi importanti come la sofferenza, l’alienazione e la ricerca di un senso nella vita. Questo serve sicuramente a noi per meglio comprendere quello che ci circonda e per alleviare le assurdità del mondo in cui viviamo, se poi la nostra musica riesce a toccare il cuore delle persone e farle riflettere sulla loro esistenza allora siamo già ben oltre le nostre aspettative. E ovviamente ne siamo ben felici!

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