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Intervista, Davide Marchi esce con il suo nuovo album.

Modenese, classe 1971, Davide Marchi è un grintoso songwriter che, fin da ragazzino, impugna la chitarra conoscendo – attraverso le amicizie e le radio – la musica dei cantautori italiani.

Debutta come batterista, suonando per un’orchestra di ballo liscio e musica popolare, con la quale lavora per ben due anni, riuscendo così a pagarsi gli studi universitari che gli valgono una laurea breve come operatore zootecnico presso la facoltà di veterinaria. 

Ma la sua strada è segnata: la musica, tra pop melodico e rock d’autore, diventa sempre più importante finché, prima collaborando con Marco Baroni poi con la cantante emergente Sara Ciutto (che nel 2015 pubblica un suo brano intitolato “Tutti i desideri”) pubblica il suo primo singolo in veste di solista: “Briciole”.

Il singolo piace e raggiunge 84.000 visualizzazioni su YouTube.  

Nel 2019 incontra il cantautore mantovano Luca Bonaffini che lo prende nella sua etichetta discografica e pubblica il suo primo vero album “Sei come il profumo del caffè”, arrangiato e curato artisticamente da Roberto Padovan.

L’album, composto da sette brani inediti, è un insieme di scatti rubati alla vita quotidiana, grazie a una sorta di macchina fotografica del tempo tra memoria e speranza, dove amore e amicizia, autostima e riscatto sociale, desideri e paure, fantasia e realtà, si mescolano in un gioco raffinato di melodie delicate e graffianti dentro le quali saltano e danzano testi raffinati ma pieni di energia. 

Un po’ come il profumo del caffè….

Ciao Davide, immagino ti piaccia il caffè.

Perchè hai deciso di dedicargli il titolo del tuo nuovo album, attribuendo a questa bevanda un abito specifico per definire dei sentimenti?

R. Si, il caffè mi piace molto, come avrete immaginato. L’idea mi è venuta facendo un confronto tra le sensazioni che provocano l’aroma e il gusto del caffe a livello sensoriale e le emozioni e i sentimenti che scaturiscono dal cuore quando ci si innamora di una persona. Mettendo sullo stesso piano queste due realtà, mi sono accorto che hanno parecchie cose in comune. Proprio come il benessere e l’euforia che provoca lo sguardo di una persona di cui ci stiamo innamorando o di cui siamo già innamorati, anche l’aroma del caffè sa risvegliare in noi momenti di magia, che vanno dalla coccola, alla carezza, al piacere che comunica ai sensi, all’energia corroborante che sa trasmettere al corpo. Inoltre, la frase: “SEI COME IL PROFUMO DEL CAFFE’”, credo abbia una sua musicalità, e contenga la capacità di predisporre la mente e il cuore all’ascolto.

Quando nasce Davide Marchi artista?

In quale situazione si rende conto di avere questa esigenza di trasformare i suoi pensieri e i suoi sentimenti in canzoni?

R. Credo che questa mia esigenza provenga dalla consapevolezza di essere una persona in “relazione”. Nella mia vita ho sempre cercato di comunicare agli altri la mia interiorità, i miei pensieri, il mio modo di essere, e tengo molto anche al processo inverso, ritenendolo uno scambio arricchente, capace di creare sintonia e complicità. Scrivere canzoni è venuto di conseguenza, proprio sulla base di questa mia predisposizione.

Riascoltando “Sei come il profumo del caffè”, quale sensazione pensi di aver risvegliato nel cuore del pubblico che ti ascolta?

R. Questo è molto difficile a dirsi. Ogni persona filtra e assorbe dalle canzoni significati ed emozioni diverse in base agli stati d’animo e alle situazioni emotive che sta vivendo. Io spero solo che questi miei brani possano in qualche modo contribuire a dare serenità, consolazione, e perché no: anche spunti di riflessione a tutti coloro che vorranno ascoltarli con attenzione.

La tua linea musicale è molto diretta, spontanea ed arriva subito con molta naturalezza alle orecchie e all’anima.

Rispecchia il tuo modo di essere nella vita, o rappresenta esclusivamente un periodo particolarmente felice?

R. Sì, direi che rispecchia a grandi linee il mio modo di essere nella vita. Il desiderio di essere visto, capito e amato, rappresenta un punto fermo nella scala dei desideri più importanti che ho nel cuore; come pure, credo, anche per ogni altro essere umano che senta l’esigenza di vivere una vita piena ed appagante. Certamente questo risultato è anche frutto di un intenso lavoro di ricerca della produzione discografica e dei collaboratori con cui ho avuto la fortuna di lavorare.   

A chi è dedicato questo album?

R. Sicuramente a tutte le donne: per il loro impegno, la loro vitalità, il loro entusiasmo nel mettersi in gioco; per il loro sostegno a noi uomini nell’affrontare le difficoltà della vita. Il mondo non sarebbe vivibile senza la loro bellezza, la loro femminilità, il loro eros, la loro sensibilità. Quindi, il vero “PROFUMO DEL CAFFE’” che rende bella l’esistenza, sono loro.

Puoi presentarci i tuoi 7 brani con parole semplici?

R. FELICE DI ESSERE IO: è un appello rivolto a un “TU” che dovrebbe ascoltare, ma che in realtà è a senso unico. Si nota in questa canzone l’evidente frustrazione del protagonista che vive il dramma del giudizio. Sente su di lui il peso di uno sguardo limitato e limitante che provoca reazioni di rabbia. La consapevolezza del suo valore, assunto con senso di responsabilità, però, a un certo punto prevale, dando vita a una visione di sé più positiva e realistica.

R. INTENSAMENTE NOI: l’analisi introspettiva di un uomo che fa bilancio; che vuole capire con onestà intellettuale il proprio vissuto, sia da un punto di vista personale che di coppia. Ne nasce nei confronti del partner una “confessione” intima e appassionata di quelle che a suo avviso sono le esigenze di cambiamento da portare nella relazione per evitare il deterioramento del rapporto.

R. SORRIDI PER FAVORE: brano dedicato a mia figlia, poco meno che adolescente, ritratta al momento del risveglio mattutino. Nel suo scontroso atteggiamento di protesta, per il forzato abbandono del caldo giaciglio, emerge tutta la sua scompigliata e irriducibile bellezza giovanile: disarmante. Da questo quadro ne nasce un invito a sorridere e a porre l’attenzione sulle cose più belle, che la fanno felice. 

R. SONO QUI: una vacanza come tante; un pomeriggio assolato e pigro avvolto dalla calura estiva. Un giovane uomo, seduto al tavolo di un bar, assorto nei suoi pensieri, riflette: “cosa c’è di tanto straordinario in questi giorni di vacanza che meriti un ricordo?” Poi improvvisamente la svolta. L’apparizione di una figura femminile davanti ai suoi occhi: bellissima.

In pochi attimi l’emozione sale, fremente, impetuosa… Tanta è la sorpresa e il piacere che lo investe che la sua immaginazione arriva a dipingere momenti futuri passati insieme, in cui i tratti delle due reciproche personalità vengono alla luce; e chissà, “sarai tu l’amore”?

R. MOMENTO: è un brano che vuole mettere in evidenza la forte spinta che ognuno di noi sente in certi momenti della vita nella ricerca della propria identità e realizzazione personale. L’incognita del futuro e le difficoltà che costellano la nostra realtà quotidiana, però, sembrano voler dissuadere e limitare questa tensione positiva nell’inseguire i propri sogni. Non arrendersi e proseguire il cammino, consapevoli che la vita sa “premiare” chi non si abbatte e tiene duro, è il messaggio cruciale della canzone.

R. SE AVESSI DUE ALI PER VOLARE: ciò che spesso ci rende vulnerabili e insoddisfatti sono le nostre paure, che hanno il potere di distruggere le nostre certezze e convinzioni, indebolendo la facoltà di essere noi stessi. Molte di queste paure sono dettate dai nostri pregiudizi. Questo brano descrive la storia di un uomo prigioniero delle sue nevrosi, ma che poi sa riconoscerle e identificarle come un mal di vivere più profondo e complesso: quello della vita che sfugge. Capisce allora che diventa importante saper apprezzare ogni attimo, ogni dettaglio, uscendo da quella forma di schiavitù che è figlia della mancanza di coraggio.

R. PRENDERE O LASCIARE: un dilemma che nasce dalla scelta di dover decidere se seguire il nostro sentire più profondo e autentico, oppure ciò che pensiamo di dover corrispondere all’altro, con le parole e i comportamenti, per non contraddirlo o deluderlo. Scelte che spesso sono fatte per paura, o per vergogna, o per comodità. Nel mondo dei sentimenti la finzione non paga, e alla fine ci si ritrova a dover fare dei compromessi con noi stessi. Il brano, partendo da un’analisi introspettiva del protagonista, cerca di arrivare ad una conclusione: mettersi in ascolto del proprio cuore e decidere con onestà la strada che porta al nostro vero bene.  

Ti definisci un sognatore o un imperterrito sostenitore della positività?

R. Probabilmente tutte e due le cose. Sono convinto che la realtà non sia qualcosa di oggettivo, ma un prodotto che si manifesta a noi in base a come siamo in grado di vederla, filtrandola attraverso gli occhi della nostra interiorità. Si dice infatti che la bellezza sta negli occhi di chi guarda. Essere positivi è il primo passo importante verso la felicità, che non è una condizione che ci viene dall’esterno, ma una scelta personale.

Chi ti ha aiutato a curarlo nei particolari?

R. Questo album è frutto di un intenso lavoro fatto con la produzione curata dal maestro Roberto Padovan e da una stretta collaborazione artistica con Luca Bonaffini.

Parlaci anche del nuovo videoclip del brano “Intensamente noi” recentemente uscito.

Ne usciranno altri?

R. Ho girato questo videoclip nella mia città di Modena, utilizzando un set molto “URBAN”. L’idea è stata del regista e amico Alessandro Galli, il quale ha saputo cogliere, a mio parere in modo molto efficace, gli aspetti più emozionali del set, accostandovi molto bene il tema del brano: l’amore. Alla fine il risultato è stato quello di un video essenziale, ma di grande impatto comunicativo.

Quale tema ti piacerebbe trattare per un eventuale prossimo disco?

R.  Nel prossimo album, se riuscirò a realizzarlo, vorrei fare un viaggio al centro della persona umana, con il suo immenso mondo di luci e ombre da decifrare, e le ricadute che questi aspetti hanno sul nostro tessuto sociale. 

 

Foto di Maria Grazia D’Amelia

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