27 Giugno 2019

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Il web e le sue contraddizioni sul palco del teatro Tram con “The influencer”

Web e teatro: due realtà apparentemente lontane, che invece si riuniscono da domani a domenica sul palco del Teatro Tram in via Port’Alba a Napoli. Il frutto di questa insolita fusione è  “The influencer”, spettacolo prodotto da Rena Libre, progetto di creazione teatrale nato con l’esigenza di esplorare i territori dell’arte performativa.

Cosa conta realmente? I numeri, le visualizzazioni, i follower? Queste le domande che si pone Nicolas, impegnato a raccontare la propria ascesa nel mondo del web marketing. Il sogno di una carriera social si trasforma in qualcosa di sinistro, un ripetuto spot senza fine. Nulla eviterà lo schianto con la realtà e con il vero se stesso che lo attende.

The Influencer_Daniele marino2La regia è di Daniele Marino (in foto a sinistra), diplomato all’Accademia di Arte drammatica del Teatro Bellini di Napoli che ha al suo attivo collaborazioni con nomi importanti come, tra i tanti, Gabriele Russo e Alessandro Gassman. A dare forma sul palco agli interrogativi che legano l’identità dell’individuo con i ritmi e i paradossi del web ci saranno, oltre allo stesso Marino, anche Antonella Liguoro e Marco Montecatino.

In un’epoca votata alla comunicazione virtuale la nuova produzione Rena Libre prova a interrogarsi su quale sia la direzione intrapresa con l’avvento di questa nuova forma di interazione con il reale. Il punto di partenza è che ci si trovi nei pressi di una linea di demarcazione: come influisce su di noi il superamento di questo limite? Come incide sull’autostima personale? Chi sono i nuovi “eroi” di questo mondo?

“Nuove maschere dolorose che raccontano un calvario virtuale”

The influencer getta un amo nella miriade di contraddizioni che queste pratiche hanno creato e come hanno modificato i nostri stili di vita. Oggi, sempre di più, facciamo esperienza delle cose attraverso il filtro di uno schermo. Che “personaggio” costruisco da consegnare al popolo del web? Saranno proprio questi nuovi personaggi a prendere la scena. Queste nuove “maschere dolorose” che raccontano il loro calvario virtuale fino a consegnarsi in pasto alla società che li trita senza nessun compromesso.

Nuove figure che imperversano nella rete e ci fanno sentire tutti un po’ più indietro modificando i nostri gusti e il nostro potere d’acquisto. Perché in tanti ne hanno bisogno come metro per valutare un’esperienza anziché un’altra?

“Sentiamo la necessità di portare sulla scena questi temi, oggi più che mai – spiega Daniele Marino -. Nella consapevolezza che poco si potrà fare in merito e che anche noi siamo parte centrale di questo meccanismo. Raccontare le cose per come sono, svelarle. E togliendogli il luccichio che le circonda, provare a vederne il retro, la parte oscura, per capirne forse il valore o quello che stiamo perdendo”.

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