21 Gennaio 2019

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“Il traffico”: Zulù torna con un nuovo singolo

Zulù è tornato: è online da oggi il nuovo singolo dello storico frontman dei 99Posse, “Il traffico”, che  anticipa il suo secondo album da solista – “Bassi per le masse” – e si presenta come una critica feroce a chi guarda nella direzione sbagliata. Luca Persico canta un paese che non è invaso ma che, al contrario, si sta svuotando.

Il titolo è un chiaro riferimento al film di Roberto Benigni “Johnny Stecchino” e alla celebre scena dove, in terra di mafia, il traffico viene indicato come il problema più grande. Con il featuring di Valerio Jovine, le musiche di Stanislao Spike Costabile e il missaggio di Madaski, tra durezza, ironia e irriverenza Zulù presenta la realtà italiana del nostro tempo. Un’attualità fatta di distrazioni futili e rincorsa al “primato nazionale” attraverso l’uso dei social network divenuti amplificatore di un hate speech permanente contro nemici immaginari, dai migranti ai meridionali, mentre povertà, disoccupazione, devastazione ambientale e corruzione restano i drammi nascosti del nostro paese.

Una sorta di cortina fumogena alimentata ad arte da politici, spin doctor e media strategist che rinchiude le persone in un mondo virtuale mentre nelle strade i drammi sociali passano in secondo piano.

il traffico_2“Sostenere che gli italiani siano tutti razzisti è una generalizzazione oltre che un messaggio sbagliato– spiega ‘o Zulù – questo non è il paese reale, anche se è certamente il riverbero di investimenti sempre minori sulla scolarizzazione e della mancata educazione familiare verso valori come la tolleranza e il rispetto. L’attuale propensione al razzismo risponde a dati elettorali spesso falsati e a una percezione amplificata dai social network. Il resto sono solo proiezioni e il frutto dell’hate speech”.

Così, mentre la realtà ci consegna “traffico ai confini per la fuga dei cervelli, traffico di armi, droga, denaro e gioielli, di informazione, di organi e schiavi che intasano i caselli” l’italiano medio è stretto nella scelta del se “viene prima un bambino italiano o un rimbambito padano”.

L’incipit del video, curato da InColore con la regia di Gianluigi Sorrentino, rimanda a un’altra citazione cinematografica, “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, dove il dialogo tra Vincent, Jules e Marvin viene rimodulato su una discussione sull’uso della rete. Il finale resta uguale: bisogna sempre avere un’opinione. “È la percezione di un ingorgo sociale, più che automobilistico – sottolinea o’Zulù – per raccontare un paese che non è invaso, ma che al contrario si sta svuotando”. Un singolo che lo stesso Zulù definisce “impopolare”, senza alcuna soluzione imposta ma con la consapevolezza che “un mondo diverso è ancora possibile”.

Conto alla rovescia, adesso, verso il prossimo album di ‘o Zulù, il secondo da solista, che uscirà il prossimo 25 gennaio e vedrà la partecipazione di decine di ospiti che hanno accompagnato o’Zulù nel suo nuovo viaggio artistico, politico e musicale.

 

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