25 Ottobre 2020

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musica

Il Detevilus project ci offre l’album intitolato “Reborn”

Il Detevilus Project nasce nel 2010 in provincia di Varese, da un’idea di Matteo Venegoni, ex chitarrista dei Nekrosun. Convinto per la strada dell’autoproduzione, il progetto prende vita solo nel febbraio 2019, una volta allestito un piccolo studio di registrazione in casa.

Rifacendosi soprattutto al Death Metal, al Progressive Metal e al Djent, lo stile del Detevilus Project prende elementi da ognuno di essi, fondendoli insieme.

Presentazione di “Reborn”:

Registrato durante la primavera/estate 2020, con un singolo uscito a Luglio, “Reborn” è il primo capitolo del viaggio del Detevilus Project.

L’album, composto da 13 canzoni, è la summa di tutte le esperienze e sperimentazioni provate da Matteo in 10 anni di vita del suo progetto.

Si possono infatti sentire le sonorità più tipiche del Death Metal, unite a intrecci tendenti al Prog, spunti Djent, sempre con un occhio di riguardo alla melodia. Accordature basse (chitarre a 7 e 8 corde), screams e growls, rafforzati talvolta da un cantato più “clean”.

I temi trattati sono diversi, si va dalla depressione, al ritrovare la propria identità, resilienza, amore e passioni, Madre Natura.

“Reborn” è un punto di arrivo, ma non di fermata, il viaggio del Detevilus Project riprenderà a breve.

Spotify: https://open.spotify.com/album/0IOubjURsHlGwNQThtLiYQ

Album molto misto a livello di generi musicali: troviamo dal djent al progressive metal come pure il death metal. A livello di voce devo dire che ho trovato poco death metal. Inoltre Reborn mi ha ricordato lo stile djent metal dei Jinjer, band che seguo da anni.

Strumentalmente devo dire ben fatto a livello di chitarra ma ho trovato poca varietà su batteria e basso cosa che comunque non va trascurata. Canzoni particolari che mi hanno colpito sono ‘Dark vibes’ e ‘Warrior’ che a livello strumentale sono davvero un bel “gioco” di suoni: ottima pensata devo dire.

Unico difetto è stata un po’ la monotonia dell’album che mi ha lasciato un po’ perplesso: alcuni passaggi ripetitivi forse vanno evitati.

Tutto sommato il mio voto è 70/100. Apprezzo la qualità vocale e quella strumentale del progetto, un progetto sicuramente agli albori ma che promette molto.

Come non notare la versatilità dell’artista sia a livello sonoro che a livello di songwriting.

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