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Gio Cristiano presenta “Del blue (ed altre essenze)”, un ritorno al sound mediterraneo

“Del blue (ed altre essenze)” è il nuovo disco di Gio Cristiano, composto da otto composizioni originali che sono tutte intensamente intrise di quel sound mediterraneo che mescola negritudine (ovviamente a metà!) e melodia partenopea, jazz, jazz-rock e pop(ular) song. L’album rappresenta un pieno ritorno al sound mediterraneo del chitarrista e songwriter partenopeo, da sempre ammaliato dalla grande produzione musicale mediterranea ed in particolare partenopea.

“Del blue (ed altre essenze)” è stato registrato presso Aspro Cuore Studio, missato e masterizzato da Marco Ciardiello e Gio Cristiano, che si è occupato anche dei testi e musica. Nel disco hanno suonato Gio Cristiano (chitarre e voce), Marco Ciardiello (pianoforte e tastiere), Angelo Calabrese (batteria), Francesco Girardi (basso) e Roberta di Palma (cori).

“Del blue (ed altre essenze)” nel suo complesso è un crossover di elementi di jazz, funky, pop(ular) song, jazz-rock modale, melodia mediterranea, canzone d’autore ed improvvisazione.

Come descriveresti il tuo nuovo disco “Del blue (ed altre essenze)” in tre parole e perché?

Le tre parole che descrivono il disco sono:

  • Blue: perché tutto il disco ha un mood molto fluido e rilassato. Blue è il colore della nota che rende interessante la musica moderna.
  • Essenze: perché si va dritto al cuore, all’essenza delle cose, i testi, le melodie, gli arrangiamenti sono ispirati a questo concetto
  • Sirena: perché la musica è ammaliatrice e spesso si mostra sotto mentite spoglie

Parliamo di questo album, come nasce?

In questo disco ho messo molti dei miei personaggi, il cantautore, il chitarrista, il compositore, il producer, il paroliere e l’improvvisatore. Tutti volevano un ruolo, li ho accontentati un po’ tutti.

Il disco è prodotto da Aspro Cuore. Quando e perché nasce questo centro di produzione e formazione musicale ed etichetta discografica?

Nasce nel 2009 sul territorio della provincia Napoli Nord, nasce perché c’era bisogno di un aggregatore di energie creative su un territorio che offre poco o niente, soprattutto ai più giovani.

Quale consiglio daresti a chi, come te, intende intraprendere un percorso nel mondo della musica?

Lavorare sodo sulla propria formazione musicale e culturale. Soprattutto credere in se stessi. Se non credi prima tu in quello che fai come pensi che qualcuno lo faccia per te?!

Un bilancio fino ad ora della tua carriera artistica?

Gli americani dicono “sei già famoso se riesci a pagare l’affitto”. Sono al mio secondo disco e faccio il lavoro più bello del mondo, va bene così.

Il messaggio che vuoi portare con la tua musica?

Fare musica, produrre dischi, fare concerti è pura follia, in un mondo dove tutto è filtrato da uno schermo. Forse solo un po’ di follia può salvarci dalla schiavitù volontaria di quest’epoca di zombie.

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