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Germano Parisi: “Perderci è una canzone che nasce di getto”

Oggi incontriamo Germano Parisi per discutere del suo ultimo singolo “Perderci”, una ballata pop che esplora le relazioni amorose ostacolate dalle paure. Combinando elementi elettronici con melodie di pianoforte, il brano è nato in un’ora di ispirazione pura. Nel nostro dialogo, l’artista svelerà il processo creativo e le emozioni che hanno dato vita a questa canzone intensamente personale.

Come descriveresti il tuo nuovo singolo in tre parole e perché?

Immediato per come è scritto e realizzato, emozionale perché parla di tutti quegli amori che non nascono per paure e limiti mentali e trascinante perché ritmicamente ha un bel crescendo.

Parliamo di questo brano, come nasce?

Stavo provando un giro armonico con un pianoforte a cui avevo messo degli effetti particolari. Mentre suonavo mi è sembrato che il pezzo si stesse scrivendo da solo! Un’ora ed era già nato. Poi con Max Parisi abbiamo fatto tutto il lavoro di produzione a cui si è aggiunta la collaborazione importantissima di Lorenzo Maffia.

Cosa manca in Italia ai cantautori come te per diventare famosi?

Bella domanda, vorrei che qualcuno lo spiegasse anche a me!  Scherzi a parte, il mio percorso è stato particolare, dopo una (lunga) prima parte come cantante ho svoltato tutto sul fare il vocal coach, lavoro che mi ha appassionato da morire e a cui ho dedicato tutto me stesso. Ma nell’ultimo anno e mezzo la mia parte cantautorale ha ribussato alla porta e ho ricominciato, prima con Rinascere, con un importante feat (David Blamires del Pat Metheny Group) e via via coi singoli che sto pubblicando.

Per quale Big vorresti scrivere una canzone un giorno?

In Italia mi piacerebbe scrivere per Nek, Baglioni, Laura Pausini, o duettare con Niccolò Fabi. Ma ce ne sono tantissimi. Qualche anno fa con una mia canzone era quasi fatta per un super big, ma la vita è fatta di sliding doors e all’ultimo sfumò.

Quale consiglio daresti a chi, come te, intende intraprendere un percorso nel mondo della musica?

Sembrerà banale, ma di non mollare mai. Perché di musica ci si può vivere, ed anche bene, bisogna sempre separare il concetto di fare e lavorare con la musica da quello soltanto di voler essere famosi. Il secondo è pericoloso e fuorviante. Bisogna chiedersi se davvero si voglia fare ed essere estremamente determinati.

Il messaggio che vuoi portare con la tua musica?

Semplicemente emozionare chi ascolta la mia musica.

 

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