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Federica Vecchione al Social World Film Festival. Foto di Alfonso Romano
interviste

Federica Vecchione: dal cinema al teatro intervistando nomi dai grandi set

È il momento di conoscere Federica Vecchione, la giovane attrice che sta conquistando il pubblico con il suo talento e la sua freschezza.

Ha già recitato in film ed opere teatrali, e di recente con la sua energia contagiosa, l’abbiamo incontrata al Social World Film Festival accanto alle eccellenze cinematografiche del panorama artistico italiano.

Federica com’è stato moderare gli incontri con gli attori al Social World Film Festival 2024?

Moderare gli incontri con gli artisti al Social World Film Festival è stata un’esperienza incredibile, mi sono sentita privilegiata a poter condividere assieme agli altri giovani appassionati di cinema l’opportunità di chiedere consigli e pareri agli idoli che solitamente vediamo su uno schermo o su un palcoscenico. Le masterclass gratuite sono state costruttive, interessanti e stimolanti e ogni giorno sentivo di tornare ispirata e fiduciosa, con un tassello prezioso in più da aggiungere al mosaico della mia formazione.

Qual è stato l’incontro che ti è piaciuto di più e perché?

L’incontro per me più prezioso è stato quello con il grande regista Matteo Garrone, il quale ha mostrato umiltà, sensibilità e disponibilità rispondendo a decine di domande e portando con sé delle clip dal backstage dei suoi capolavori quali “Pinocchio”, “Dogman”, “Gomorra” ed “Io Capitano”. Ci ha augurato di avere successo in futuro, e consigliato in particolare di non farci istituzionalizzare ma di cercare sempre di rimanere semplici e dentro l’opera, perché alla fine quello che ci rende felici è fare film.

Hai sempre desiderato di fare l’attrice?

Sin da quando ero piccola la recitazione è sempre stata la mia più grande passione, nonché un posto sicuro dove ho sempre cercato magia e creatività per colorare le mie giornate. Inizialmente era come un gioco e tutt’ora credo che sia importante custodire l’innocenza e l’inconsapevolezza dell’infanzia, ma crescendo, continuando la mia formazione e maturando ho capito che se avessi dato del mio meglio avrei potuto provare a rendere la mia passione un lavoro. Come diceva Confucio “scegli il lavoro che ami, e non lavorerai neanche un giorno della tua vita”.

Cosa ti ispira a recitare?

Il mondo attorno a me è la mia più grande fonte di ispirazione: la recitazione prevede perlopiù la riproduzione di emozioni, avvenimenti e personaggi tratti dalla vita reale. Cerco di essere sempre in ascolto, di trovare la bellezza anche nella semplicità delle piccole cose. Spesso durante le conversazioni della mia vita quotidiana immagino una trasposizione in una sceneggiatura; analogamente, durante lo studio di un personaggio identifico dei tratti comuni alle persone che conosco e ne traggo ispirazione per una riproduzione veritiera.

Quali sono i tuoi ruoli da sogno?

Come attrice vorrei sperimentare più generi, attualmente mi incuriosiscono particolarmente thriller psicologico e avventura. Quando guardo film, serie tv e spettacoli immagino come sarebbe interpretare ruoli che hanno uno scopo ben preciso e devono lottare per ottenerlo. In futuro mi attira l’idea di interpretare un ruolo da antagonista.

Come gestisci l’equilibrio tra la tua carriera di attrice e la tua vita da adolescente?

Credo che un mestiere nel mondo dell’arte e dello spettacolo, come tanti altri d’altronde, in generale richieda molto tempo e dedizione, ma soprattutto sacrifici. Nel mio caso si tratta di sacrifici piacevoli perché la mia priorità è una vera passione, e cerco di conciliarla con la mia vita da adolescente ad esempio andando al cinema o a teatro con le mie amiche. Per quanto riguarda l’aspetto scolastico, sono molto studiosa e diligente infatti tendo ad anticipare i compiti quando so che spenderò interi pomeriggi sul set o a lezione… e per fortuna alle interrogazioni a sorpresa, oltre che una buona parlantina, ho un’ottima capacità di improvvisazione!

Cosa pensi del ruolo dei festival cinematografici come il Social World Film Festival nel promuovere il cinema indipendente?

Ritengo che festival come il Social World Film Festival possano aiutare molti validi prodotti, come cortometraggi e film indipendenti con difficoltà distributive, ad emergere e ad essere apprezzati dal pubblico in sala. Il carattere che apprezzo di più del Social World Film Festival è la sua internazionalità, basti pensare che solo quest’anno erano previste proiezioni di 138 opere provenienti da 25 nazioni e suddivise in 13 sezioni competitive e non ; dunque il pubblico, soprattutto di giovani, ha avuto l’opportunità di misurarsi con opere prodotte dall’altra parte del mondo che probabilmente non sarebbero mai state distribuite in Italia.

Federica Vecchione al Social World Film Festival. Foto di Alfonso Romano
Federica Vecchione al Social World Film Festival. Foto di Alfonso Romano

Qual è l’importanza di sostenere il cinema indipendente per te?

Credo che il cinema indipendente permetta all’autore di esprimersi liberamente, senza le influenze esterne di grandi studi che preferiscono evitare i film sperimentali per concentrarsi su progetti più sicuri . Lo stesso Garrone, durante la masterclass prima citata, ci ha consigliato di iniziare a mettere da parte qualche risparmio per auto-produrre le nostre prime opere in modo che siano autentiche e spontanee e prive di condizionamenti esterni.

C’è stato un momento durante gli incontri con gli attori che ti ha reso particolarmente nervosa o emozionata? Come hai gestito la situazione?

Durante la masterclass con Marco D’Amore, quest’ultimo ci ha fatto presente quanto sia difficile effettivamente realizzarsi nel mondo dello spettacolo e che probabilmente soltanto in pochi ce l’avrebbero realmente fatta. Ero già consapevole di ciò, ma ascoltare quelle parole dirette e sincere sul momento mi ha resa un po’ incerta e titubante, ma per fortuna l’attimo dopo mi ha dato la carica per continuare ad impegnarmi e a dare il massimo per realizzare il mio sogno.

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