20 Settembre 2019

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“Favole e leggende della Campania”, un libro le illustra al PAN

Dopo il successo al cinema di “Gatta Cenerentola”, film di animazione trasposto sul grande schermo da Basile prima ancora che dalla versione teatrale, ritorna, come di consueto, nel nostro dibattito regionale e culturale il peso della figura di Giambattista Basile nella creazione del patrimonio favolistico campano. Fu lui a dare spunto ai vari Grimm, Andersen, Perrault e persino al nostro Calvino da quel “Racconto dei racconti” di seicentesca memoria, così poco considerato e apprezzato all’epoca perchè scritto in dialetto napoletano. Alla luce della revisione e del recupero storico dell’immenso lascito del Basile ai posteri, lunedì 25 settembre 2017, alle ore 17, al Palazzo delle Arti di Napoli (PAN, situato in Via dei Mille), sarà presentato il libro di Angela Matassa, giornalista del Mattino e anima della testata “NT ENNETI Notizie Teatrali” sul web. Il titolo è “Favole e leggende della Campania” (Homo Scrivens editore), e il volume è stato riportato all’attenzione di recente anche in un incontro al Teatro SanCarluccio di via San Pasquale a Chiaia, oltre ad essersi aggiudicato il premio “L’Iguana” nel 2016.

Con l’autrice Matassa, firma del primo quotidiano di Napoli nonché scrittrice di testi teatrali, saggi e numerosi libri, saranno presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, che ospita l’evento, la docente e scrittrice Enza Alfano, la giornalista-scrittrice Maresa Galli e l’editore Aldo Putignano. Gli attori Ettore e Giovanna Massarese leggeranno alcune pagine tratte dall’opera.

Il volume nella prima sezione saggistica ricostruisce il percorso di fiabe, leggende e riti dalla nascita ai nostri giorni. Nella seconda raccoglie una parte dell’antica favolistica della regione, tra cui alcune storie tratte dal seicentesco “Lo cunto de li Cunti” di Gian Battista Basile, origine e fonte di molte delle favole per bambini riscritte nel mondo dai celebri Fratelli Grimm, da Charles Perrault e da Christian Andersen, fino al nostro Italo Calvino. I testi sono in doppia versione, in napoletano originale e in italiano. Grazie alla tradizione orale, fiabe e leggende campane sono passate alla versione scritta grazie alla politica culturale angioina che, aprendosi a intellettuali e scrittori, arricchì il “popolare” nei contenuti e nella lingua. La Gatta Cenerentola, Il Dragone, la Sirena Partenope sono fiabe che trovano qui spazio e commento e dimostrano la loro antichissima e nobile primogenitura.

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