9 Luglio 2020

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pallacanestro

‘’Executive Zen’’

NBA, Phil Jackson è il nuovo General Manager dei New York Knicks.

L’avvincente corsa alla prima testa di serie della Western Conference, che vede coinvolti (in ordine di classifica) Spurs, Thunder e Clippers, cede le luci della ribalta ad un attesissimo ritorno: Phil Jackson è il nuovo General Manager dei New York Knicks.

L’entusiasmo della piazza, il blasone della franchigia e la brama di rivincite dopo 40 anni di illusioni e delusioni sono stati gli argomenti portati dal presidente Dolan per convincere ‘’Coach Zen’’ ad accettare il suo primo incarico da dirigente, superando la concorrenza dei Lakers, alla tenera età di 68 anni. Ah, ci sarebbe anche un compenso di 12 milioni di dollari annui, il che non guasta. Il messaggio del gotha newyorchese è inequivocabile, la scelta è quella di un uomo che da allenatore non ha saputo fare altro che vincere, dominando il ventennio ‘90/’00 con 11 titoli conquistati, sulla panchina dei Chicago Bulls di Jordan e Pippen prima, dei Los Angeles Lakers di Kobe e Shaq poi.
La pressione mediatica sui derelitti Knicks è ai massimi storici, con presidente, staff tecnico e giocatori sul banco degli imputati, rei non solo di non aver mai stilato un progetto futuribile, ma anche di aver mandato all’aria un paio di momenti in cui le cose sembravano miracolosamente funzionare. Uno dei punti di forza di Jackson è, di certo, la comunicazione, essendo oratore capace di un linguaggio polisemico al punto da renderne impossibile la decodificazione; così facendo riesce nell’intento di attirare su di se le attenzioni di stampa e addetti ai lavori, che a New York significherà caricarsi in spalla un peso degno di Atlante.
Per quanto concerne l’aspetto tecnico, il saggio Phil avrà fin da subito le mani piene, con la prima decisione delicata da prendere circa la posizione sempre più scomoda di Coach Mike Woodson, additato come il principale responsabile della disastrosa annata. Il licenziamento sembra l’unica strada percorribile, anche perché sarà difficile che un ex allenatore si tenga fuori dal discorso strategico, proprio lui che, assieme’iso le mani piene, con la prima decisione delicata da prendere circa la posizione alla leggendaria spalla ‘’Tex’’ Winter, ha rivoluzionato la concezione offensiva del gioco regalando al mondo il celeberrimo schema ‘’triangolo’’. Ecco, le idee cestistiche di Woodson non sono agli antipodi ma poco ci manca, dunque ogni prospettiva di convivenza sembra inattuabile.
Altro caso spinoso è quello della particolare situazione salariale del roster, con diversi contratti pesanti ancora garantiti per un anno a giocatori in parabola discendente, tra cui anche il nostro Andrea Bargnani, uno dei flop più rumorosi della stagione pa suanicks a un 2014-2015 di ulteriore sofferenza, tra cui anche il nostro Andrea Bargnani, forse il. Questa condizione costringerà i Knicks a un 2014-2015 di ulteriore sofferenza, complice l’assenza di scelte alte al draft che viene già definito ‘’dei sogni’’. L’unico a poter esercitare l’opzione di uscita dal contratto a partire dal luglio di quest’anno è proprio l’uomo-franchigia, quel talentuosissimo perdente (fino ad ora) che risponde al nome di Carmelo Anthony che aveva dichiarato la volontà di lasciare il team in cerca di lidi più assolati. Riuscirà Jackson a dissuaderlo? Ma, soprattutto, vorrà farlo? Liberando ‘’Melo’’ New York avrebbe spazio salariale sufficiente a portare LeBron James nella Grande Mela, impresa che altererebbe gli equilibri nella lega nel giro di due anni, rendendo i nero-arancio veri e propri ‘’contender’’ per quell’anello che manca dal 1973, vinto con una squadra di fenomeni e con un lungo, discreto difensore, che racimolava qualche minuto partendo dalla panchina. Di chi stiamo parlando? Del nuovo GM, sempre lui!
Quello di Phil Jackson è l’ultimo di una sfilza di nomi altisonanti a compiere il passo (non lunghissimo) dalla panchina alla scrivania. Tra i più illustri e vittoriosi figurano Red Auerbach, Pat Riley e Larry Bird i quali, con i metodi più disparati, hanno scritto capitoli memorabili nel libro di storia della lega. Phil, a te penna, carta e il calamaio.olisemico al punto

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