1 Luglio 2022

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Eugenio Bennato a Giffoni: “La diversità è ricchezza”

Sonorità etno world, tra folk salentino e napoletano, e con la taranta come cifra musicale essenziale:  Eugenio Bennato può essere riassunto in questi pochi ma significativi tratti stilistici, e al festival di Giffoni Valle Piana non ha mancato ieri sera di far sentire tutto il calore della sua musica nella Piazza Lumiere della Cittadella del Cinema, per il Campania Sound Experience, la serie di concerti nelle serate della kermesse.

Immediato un pensiero al festival, da parte di un artista amante da sempre del grande cinema e creatore di musica per il grande schermo: “Questo Festival è un’idea vincente, un evento che attira attenzione nazionale e internazionale in una cittadina in provincia di Salerno. E’ un modo per abbandonare quel senso di vittimismo del Meridione, in cui sembra che non si crei mai nulla”, riconosce il cantautore, ricordando che “il cinema è il motivo per cui decisi di fare musica, senza dover necessariamente prestare il proprio volto sul palco, ma lavorando dietro le quinte. Comporre musica che si ponga al servizio delle immagini, creare melodie narratrici. La musica, dopo tutto, ha valore di racconto straordinario, ancor più se legato all’animazione.”

Il tema della 46esima edizione del Giffoni Film Festival, Destinazione è certamente in linea con il particolare argomento dell’immigrazione. “Destinazione è un concetto affascinante nella sua ambiguità – afferma -. Può significare semplicemente un luogo d’arrivo, ma può anche riferirsi al destino. Io credo di essere destinato ad un percorso di leggera follia, come folle fu pensare di fondare da giovane ventenne la Nuova Compagnia di Canto Popolare, in pieno periodo beat. Ero evidentemente destinato a creare sempre qualcosa di sconvolgente”.

Canzoni di Contrabbando è il nuovo album di Eugenio Bennato: una raccolta in cui il cantautore napoletano ripercorre il proprio percorso artistico. “Trovo il titolo molto autobiografico – spiega Bennato -. Tutto ciò che scrivo, è veicolato da canali che non sono commerciali, come un contrabbandiere che percorre strade vietate, ma che arrivano ad attraversare ogni confine.” Grandi successi e una nuova, unica canzone inedita del disco, Mon père et ma mère, dal titolo francese, sul tema dell’immigrazione: “è una questione molto delicata, che non mi va mai di affrontare da un punto di vista politico, preferisco pensare all’immigrazione dal punto di vista artistico e culturale. Negli Stati Uniti la cultura afro, arrivata sotto forma di schiavitù, ha piano piano prodotto la grande esplosione della musica americana e non solo. – sottolinea il musicista – Sono convinto che dal Mediterraneo, dall’Africa, dal mondo Arabo, arrivino delle energie in grado di arricchire la nostra cultura, la nostra arte e la nostra musica. Il brano dedicato a questo argomento è scritto in francese, e tratta episodi di vita vissuta, ovvero la storia di un ragazzo che attraversa il deserto del Sahara, e incontrandomi racconta la sua storia.”

Racconti dai temi importanti e controversi, arricchiti da una profonda ricerca di moderne armonie con accordi semplici e colorati, tipici della musica del Sud.

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