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Don’t stress: la Santería napoletana dei Batà Ngoma

Ai cultori di musica afro-cubana sarà sicuramente saltato all’occhio il nome di una band – quella dei Batà Ngoma per l’appunto – che da diverso tempo ormai è impegnata ad esportare la sua musica in giro per l’Italia, con tappe frequenti in America centrale.

Batà, non a caso, è il nome dei tre tamburi di origine yoruba usati nei rituali liturgici della Santeria, importata a Cuba nel 1800 dagli schiavi africani. Come la pratica magico-religiosa della Santeria anche la musica dei partenopei Batà Ngoma (assemblati dal polistrumentista napoletano Paolo Bianconcini) si caratterizza per un sincretismo di forme, dove elementi e tratti culturali attinti a diverse tradizioni si fondono perfettamente dando vita a un innesto dal carattere originalissimo e vitale.

Il nuovo album dei Batà Ngoma “Don’t stress”, rilasciato in tutto il mondo il 22 dicembre attraverso la chiacchieratissima Native Division Records, si presenta, di fatto, come un enorme calderone di 9 tracce in cui la simbologia del folklore napoletano si amalgama in ogni sua parte con le pratiche animiste dell’Africa centrale, i sincopati ritmi delle danze yoruba e le avvolgenti atmosfere del reggae jamaicano.

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