Non manca certo di originalità il nuovo concept artistico coniato da Antonio Conte “ArtePop-ola-re” in cui chiaramente il riferimento al noto genere stilistico, la Pop Art, che trova in Warhol il suo più appassionato alfiere, si connota di una più marcata satira consumistica, utilizzando quelli che sono i più diffusi media pubblicitari “da strada” come locandine, poster, manifesti e cartoline, resi base fisica e concettuale della pittura di Conte, in cui l’artista è solito esprimere, spesso anche con forti connotazioni politiche, la su visione del mondo contemporaneo.
Questo quindi è il titolo della personale ospitata da “La Fonoteca” fino al 02 novembre, nell’ambito della rassegna di arte contemporanea “Human Portraits” curata da Gianni Nappa e ResetArt. “Una rassegna per sondare la funzione del ritratto attuale, la capacità di giovani artisti di rappresentare le novità contaminanti del digitale e dei Writers, della visione di una umanità in cammino verso una nuova dimensione di pollutions, dove uomo e segni del consumo interagiscono fino a diventare nuova entità” afferma Nappa.
Una ricca commistione di riferimenti espressivi, culturali ed estetici, articolano le opere di Conte in una sorta d’indagine “per immagini” tra i canoni del design esistenziale attraverso epoche e generi diversi: dalla Pop Art, all’Espressionismo, dall’Art Deco al Dada.
Conte si diverte ad assorbire e rielaborare gli stimoli esterni in un personale codice onirico-introspettivo, una stratificazione di impressioni, concetti e messaggi subliminali che l’artista rende anche attraverso quest’opera analogica di cut, copy and paste che strizza l’occhio all’urban art, composta appunto da diversi strati di graffiti, stencil e sticker.
“In questa mia ricerca spazio tempo, tutte le mie produzioni nascono da una serie di coincidenze, anche fortuite se vogliamo: passare per quella strada o entrare in quel locale, e come una spugna assorbo tutto ciò che ci circonda, dai manifesti pubblicitari , alle locandine dei concerti, ai volantini che trovo per strada e le cartoline nei pub che diventano loro malgrado superficie di partenza per la mia pittura” ci spiega Conte.
Una mostra che seduce per la forte connotazione cromatica delle opere, per gli accurati omaggi ai geni della comunicazione artistica moderna come Madame De Lempicka e lo stesso Warhol, una mostra che ci regala un momento per meditare sulla profonda relazione tra comunicazione visiva, arte e psiche, attraverso quel feticismo materiale che eleva gli oggetti al di sopra della loro mera funzione, in una continua riassegnazione di significato.
Human Portraits
Antonio Conte ArtPop-ola-re
a cura di Gianni Nappa
Dal 20 Ottobre al 02 novembre
Via Morghen 31 c
Napoli
Ingresso libero




