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Bianca Nappi da la sua visione dell’attore ad una sezione dei giurati + 18 del festival di Giffoni.

E’ una vera lezione sul mestiere dell’attore quella svolta da Bianca Nappi al Giffoni Film Festival. L’attrice, reduce dal successo della serie Tutto Chiede Salvezza, in cui interpreta la burbera infermiera del turno di notte, è su tutte le scene, da quella televisiva al grande schermo, senza mai abbandonare il teatro, una pratica che consiglia anche ai ragazzi. “Salvo rare eccezioni il teatro resta fondamentale non solo all’inizio ma per tutta la vita. Solo a teatro capisci quelli che sono i tuoi limiti come attore. Teatro è parola e corpo e unire queste due cose davanti a una platea crea un panico come poche cose. La parola teatrale è una parola più alta sintetica quindi più difficile da dire. Il lavoro sul corpo deve essere coordinato con la parola.” Amata e apprezzata dal grande pubblico, Nappi ha preso parte a produzioni di ogni genere, dalle Indagini di Lolita Lobosco ai tantissimi film di Ferzan Ozpetek (Un giorno perfetto, Mine vaganti, Magnifica presenza). Ed è proprio riguardo una delle ultime iniziative del regista turco, la piattaforma OZapp, che si concentrano le domande dei ragazzi. Definita come la prima Social Talent App per attori, cantanti e videomaker professionisti e amatoriali, sulla piattaforma OZapp giovani talenti possono caricare dei contributi video per prendere parte a produzioni e trovare opportunità professionali. Innovazione controversa nel settore audiovisivo e tra i giffoner, Bianca Nappi esprime la sua opinione sul progetto come opportunità per i giovani attori: “Per me è un 50 e 50. Da una parte il lavoro vero non può passare per un minuto, per quanto splendido che sia, girato in cameretta, fermo restando poi che a vent’anni si è più acerbi che a venticinque e studiando e impegnandosi si matura e si migliora. Dall’altra parte penso che uno debba fare queste cose non per essere scelto ma deve essere una sfida con sé stessi. Nel fare l’attore, il rapporto più forte è con sé stessi. È un allenamento per sé. Mi approccerei a queste cose senza grandi aspettative – conclude l’attrice sul tema –  dedicandogli il giusto tempo.”
Tra i prossimi progetti in cantiere per Bianca Nappi ci sono un film di Ivan Cotroneo e la fiction Rai “Per Elisa – Il caso Claps”, un true crime che va in onda in tre serate su caso di cronaca di Elisa Claps, definita dall’attrice “un progetto molto tosto”. Premiata con il Giffoni Award, Nappi sogna di prendere parte a una commedia “una di quelle dove si ride dall’inizio alla fine, ce n’è bisogno in questo periodo”.  La Nappi ha anche detto di essere questa nuova forma di fare un provino addottata  dai registi, in periodo di pandemia, in quanto l’aspirante attore registra un self tape di un minuto con la speranza di essere scelto, ma il regista avendo tanti provini da guardare non da l’attenzione che meriterebbero ognuna delle persone presentate per quella parte. La cosa fondamentale per un attore attrice, sia di teatro che di cinema è quella  di saper parlare in italiano  e non sforzarsi nel parlare in dialetto o  non cercare di imitare i propri idoli. Bisogna prepararsi da soli ad un provino e non ingaggiare un preparatore, perché se ingaggi una persona per prepararti quando poi sei sul set non esce il tuo essere ma quello del preparatore, mentre  si è un bravo attore se dietro la macchina da presa si è se stessi e non un personaggio costruito da altri, il quale pur volendosi immedesimare in te non riuscirà mai ad essere te perché ogni persona, ogni attore ha un proprio stile unico ed inimitabile. Se non fosse così tutti gli attori potrebbero recitare la parte che vorrebbero, mentre noi sappiamo che esistono attori che sono capaci a recitare una parte e altri un’altra parte, poichè ci mettono la propria emozione, il proprio trasporto.

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