24 Marzo 2019

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Al Teatro Tram “Pulcinella morto e risorto”: viaggio alla ricerca dell’identità

Cosa significa diventare adulti? Cosa vuol dire assumersi la responsabilità di una scelta? Una risposta a questi interrogativi sembra offrirla – attraverso un personaggio iconico della cultura napoletana – lo spettacolo “Pulcinella Morto e Risorto”, in scena al Teatro Tram di via Port’Alba dal 21 al 23 dicembre.

Dopo aver debuttato in prima assoluta durante l’edizione 2018 di “Classico Contemporaneo” a Napoli, “Pulcinella morto e risorto” di Alessandro  Paschitto – giovane attore, regista e autore napoletano diplomato al laboratorio del Teatro Elicantropo diretto da Carlo Cerciello, vincitore del Premio Rebù -, mette in scena una rappresentazione brillante che parte da un’icona dell’immaginario collettivo per discutere di crescita, responsabilità e identità. Protagonista sul palco lo stesso Paschitto insieme a Raimonda Maraviglia e  Mario Autore.

Lo spettacolo parte da un interrogativo di semplicità buffonesca: cosa accadrebbe se Pulcinella, servo infernale di Lucifero, fosse scacciato, costretto a tornar vivo sulla terra e addirittura a iscriversi all’Università? Se dovesse tornare a vivere in casa della madre, se fosse costretto a incontrare nuovamente la sua vecchia fiamma? Che succederebbe se fosse costretto a fare i conti con un passato da cui già una volta si era defilato?

Pulcinella Paschitto - 5La vicenda assume un secondo punto di fuga nell’alter ego pulcinellesco per eccellenza: Felice Sciosciammòcca, l’ex maestro di calligrafia, il narratore senza più storie di sufficiente pregnanza cui dare un senso compiuto. Ecco che la narrazione Pulcinellesca diviene metanarrazione: Felice e Pulcinella si interrogano su come far proseguire la propria storia, cercano di imprimerle un andamento.

È possibile liberarsi delle macerie del passato, si può forse sfuggire all’ortopedia degli innumerevoli meccanismi che regolano la nostra esistenza? La possibilità di rispondere a questi interrogativi ha come fulcro la domanda sulla natura del desiderio: cosa desidero? Conosco questo qualcosa? Cosa sono disposto a rischiare per ottenerlo? Pulcinella questo manca di fare: seguire una vocazione definita, farsi carico di un desiderio, di un progetto, di un’impresa, con le annesse conseguenze.

Lo spettacolo di Alessandro Paschitto affronta, quindi, tramite l’uso della maschera antica, quello che è una tematica cara ai giovani contemporanei: la ricerca e l’affermazione di un’identità. L’utilizzo di un linguaggio teatrale ricercato e metaforico, che agisce soprattutto grazie ad una grande espressione visiva, rende il contenuto ancora più ironico, graffiante e straniante.

Orari spettacoli:

venerdì ore 21 | sabato ore 19.00 | domenica ore 18.00

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